Non è spaccio

Il rapper Kaprio graziato dal giudice per detenzione di droga: “Favorisce la sua creatività”

La droga era stata acquistata il giorno prima a Porta Palazzo: "Una scorta prima del lockdown". 

Il rapper Kaprio graziato dal giudice per detenzione di droga: “Favorisce la sua creatività”
Cronaca Torino, 07 Maggio 2021 ore 10:06

In casa di Sofian Naich, in arte Kaprio, erano state trovate oltre 2.600 dosi tra hashish e marijuana. Ma nonostante questo al processo per direttissima il giudice ha "graziato" il rapper in quanto la droga serve a "favorire la sua creatività".

Il rapper Kaprio "graziato" dal giudice per detenzione di droga

La perquisizione domiciliare era scattata per l'indagine che vede coinvolto il rapper in merito ai saccheggi avvenuti a Torino in via Roma, nella vetrina di Gucci, il 26 ottobre 2020. Ma nonostante l'ingente quantitativo di droga trovato (2005 dosi medie singole di hashish e 678 di marijuana) per il giudice non vi è il reato di spaccio. Il giovane musicista se l'è quindi cavata con una condanna di dieci mesi di reclusione, doppi benefici di legge (sospensione condizionale e non menzione della condanna) e immediata liberazione. 

“Favorisce la sua creatività”

Secondo il Tribunale di Torino: "Naich risulta comporre musica rap con il nome d’arte di 'Kaprio' ed è noto come in certi contesti e ambienti artistici vi sia un uso piuttosto disinvolto delle sostanze stupefacenti, soprattutto quelle leggere ritenute idonee a favorire la creatività artistica. Deve dunque ritenersi plausibile che il giovane detenesse lo stupefacente tanto per uso personale quanto per le cessioni finalizzate a un consumo di gruppo".

"Una scorta prima del lockdown"

A favorire la sentenza nei confronti del ragazzo anche il fatto che gli investigatori non hanno trovato denaro nell'appartamento. Il rapper ha ammesso le proprie responsabilità, ma si è difeso dicendo di non aver mai venduto droga e che lo stupefacente era per uso personale e occasionalmente per altri, ossia conoscenti e artisti che frequentano la sua abitazione per fare musica insieme. La droga era stata acquistata il giorno prima a Porta Palazzo: "Una scorta prima del lockdown". 

Il pm Paolo Scafi ha annunciato il ricorso in appello contro la sentenza.