Riciclaggio di denaro

Il filo della ‘ndrangheta che da Brescia arriva fino a Bardonecchia

Maxi operazione anti-mafia dei Carabinieri di Brescia, con un nome che è tutto un programma: "Scarface".

Cronaca Val Susa, 03 Novembre 2020 ore 10:41

Quattordici arresti, di cui otto in carcere e sei ai domiciliari, cinque provvedimenti di obbligo di dimora e due sospensioni della funzione pubblica. Si è conclusa stamattina con l’arresto di Francesco Mura, imprenditore operante nel settore televisivo di Erbusco, una maxi operazione anti-mafia dei Carabinieri di Brescia, denominata “Scarface”, che ha portato ad altre 20 misure cautelari. Il filo della ‘ndrangheta arrivava fino nel torinese: sequestrato anche un appartamento in alta Val Susa, a Bardonecchia.

Riciclaggio e ‘ndrangheta: sgominata la banda con base in Franciacorta

L’indagine, durata 3 anni, ha impiegato 150 uomini ed era volta a smantellare un complesso sistema di riciclaggio: attraverso le emittenti televisive di Mura su canali locali e nazionali, le cui trasmissioni “davano i numeri” del Lotto, si emettevano fatture false o gonfiate. Il ricavato veniva poi “ripulito” con la connivenza di alcune tabaccherie, che segnalavano le ricevute del Lotto vincenti affinché la cosca potesse “versare” la vincita al possessore, salvo poi incassare denaro pulito dallo Stato. La ‘ndrina investiva anche e soprattutto nell’immobiliare, comprando all’asta ville fatiscenti o di soggetti in difficoltà e poi ristrutturandole “a nero”, intascando soldi puliti dagli sgravi previsti per le ristrutturazioni e dai ricavati della vendita degli immobili. Lo stesso Mura, con questo sistema, aveva acquistato ville in Franciacorta, in Sardegna e in Liguria.

Sequestri per 25 milioni di euro

La maxi operazione ha portato a una serie di sequestri immobiliari e di valuta, per un valore totale di circa 25 milioni di euro, quali proventi di attività illecita. Sono stati sequestrati: 3 ville di pregio (di cui 1 in Costa Smeralda, 1 in località Poggi di Imperia e 1 a Erbusco – BS), 4 appartamenti (di cui 1 a Bardonecchia – TO, 2 a Imperia e 1 a Rovato – BS) e 2 negozi nel bresciano; 39 fabbricati e 14 terreni, alcuni dei quali siti nelle province di Cremona e Caserta, di cui 6 società (di cui 5 televisive e una per servizi finalizzati alla gestione di tabacchi/ricevitorie); 2 licenze commerciali (tabaccheria/ricevitoria);  4 veicoli (di cui 1 Porsche Macan, una Mercedes GLA, 1 Mini Cooper e uno scooter BMW C650 Sport); 36 conti correnti in Italia per un ammontare di 1,5 milioni di euro; 400mila euro in denaro contante, rinvenuti all’esito delle odierne perquisizioni domiciliari. Seguiranno ulteriori accertamenti patrimoniali anche su conti correnti esteri. Inoltre, presso l’abitazione di uno dei destinatari della misura cautelare in carcere, all’esito della perquisizione domiciliare, è stata rinvenuta e sequestrata una pistola clandestina, marca CZ modello VZOR, cal. 7,65 completa di due serbatoi e 70 colpi dello stesso calibro. In ragione della detenzione dell’arma, la citata persona è stata anche tratta in arresto in flagranza del reato di detenzione di arma clandestina.

Un caveau nella villa di Erbusco

Durante la perquisizione della villa a Erbusco è stato anche scoperto un caveau, ricavato dietro una parete, che poteva essere aperto solo con un segnale inviato dal cellulare di Mura. All’interno c’era una cassaforte che conteneva 20mila euro, che sono stati naturalmente sequestrati. La conferenza stampa si è svolta nella mattinata di lunedì 2 novembre in Procura, alla presenza di Ambrogio Cassiani, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Brescia, del procuratore capo Francesco Prete e del tenente colonnello dei carabinieri Francesco Tocci.

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