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Via Sacchi e Corso Vinzaglio

Il collo delle bottiglie rotte nuova arma dei balordi: due casi in poche ore

Un uomo è stato rapinato e sfregiato allo zigomo. Un senzatetto ha aggredito gli operatori del 118.

Il collo delle bottiglie rotte nuova arma dei balordi: due casi in poche ore
Cronaca Torino, 17 Marzo 2021 ore 12:56

Il collo tagliente delle bottiglie rotte usato come arma: due episodi in pochi giorni con arresti e denunce per risse aggravate in strada, violenza e minacce (anche a Pubblico Ufficiale).

Rapinato a sfregiato al volto

Gli agenti del Commissariato San Secondo hanno arrestato un marocchino di 36 anni per rapina aggravata in concorso, lesioni personali e lesioni permanenti al viso. Intorno alla mezzanotte, transitando in corso Vittorio Emanuele II, all’altezza di via Sacchi, i poliziotti vedono due persone impegnate in una lite. Una delle due, sanguinante dal volto, attira l’attenzione degli agenti. L’uomo sanguina, presenta un largo taglio allo zigomo e tumefazioni facciali. Gli agenti appurano che l’uomo ferito era stato vittima di una rapina compiuta dall’altro insieme ad due complici che si erano dati alla fuga. I tre avevano avvicinato e circondato la vittima sfilandogli il portafogli dalla tasca. Dopo averne chiesto la restituzione, ne nasceva una colluttazione nel corso della quale la vittima veniva ferita con i cocci di bottiglia allo zigomo riportando una ferita netta e profonda. Nonostante ciò, la vittima si difendeva continuando la colluttazione con uno dei tre fino al transito della volante. Vittima e arrestato venivano trasportati in ospedale per le cure del caso, al primo venivano dati 30 giorni di prognosi, al secondo dieci.

Aggrediti i sanitari del 118

Il secondo episodio in Corso Vinzaglio: sono da poco passate le 23 quando alcuni operatori del 118 contattano il 112 (Numero Unico di Emergenza) segnalando l’atteggiamento molesto di un clochard. Il personale sanitario era fermo a bordo strada su Corso Vinzaglio, impegnato in un servizio di assistenza ai senzatetto, quando improvvisamente uno si loro, un somalo di 35 anni, gli si avvicina brandendo il tagliente collo di un bottiglia. L’uomo è fuori controllo, inveisce contro gli operatori che, spaventati, si rifugiano all’interno dell’autoambulanza. La richiesta di soccorso fatta dai sanitari al 112 mette in fuga il trentacinquenne. Grazie alla descrizione fornita, gli agenti del commissariato Centro rintracciano dopo pochi minuti il balordo in Corso Ferraris. Il somalo, con piccoli precedenti penali, è stato denunciato a piede libero per minaccia e multato per aver violato le normative anti Covid (400 euro, che quasi sicuramente non pagherà). Preoccupa dunque questa nuova usanza di adoperare il collo di bottiglie rotte come arma impropria per perpetrare crimini.

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