manifestazione statica

I Fridays for future sono tornati e sono più arrabbiati di prima

In otto si sono incatenati per protesta davanti alla Regione per chiedere al Presidente Alberto Cirio interventi immediati.

I Fridays for future sono tornati e sono più arrabbiati di prima
Torino, 09 Ottobre 2020 ore 17:51

I Fridays for future sono tornati. Si sono dati appuntamento in Piazza Castello e in piazzetta Reale, e proprio come lo scorso dicembre hanno riportato l’attenzione sul tema dell’ambiente.

Protesta con nuove regole

L’ultima volta che erano scesi in piazza era il 2019 e il mondo era diverso: non c’era bisogno di preoccuparsi del distanziamento. I ragazzi del Friday For Future però non si sono lasciati intimorire dalle regole e, anzi,  per rispettarle nel migliore dei modi hanno dato vita a una manifestazione “statica”, invece di marciare per le vie della città si sono seduti in piazza indossando le mascherine. Sui social, ore prima dell’inizio della manifestazione, erano comparsi gli avvisi su come partecipare in modo sicuro. Per terra croci disegnate con vernice lavabile ricordano qual’è la giusta distanza che devono tenere gli uni dagli altri. In piazza si sono susseguiti interventi, il dj set di Max Casacci e concerti come quello di Eugenio di via di Gioia.

 

Incatenati davanti alla Regione

In otto si sono incatenati davanti alla Regione per chiedere al Presidente Alberto Cirio interventi immediati per ridurre le emissioni e l’inquinamento, migliorare la mobilità, avviare progetti di riqualificazione ambientale, investire nella prevenzione di fenomeni meteorologici estremi.

Coronavirus e ambiente

Riguardo alla pandemia in corso i ragazzi del movimento sono convinti del legame tra virus e ambiente.  Il movimento è convinto che ci siano grandi potenzialità nella ripartenza post lockdown: un’occasione per dare il via a una riconversione ecologica, facendone lo strumento per risollevare l’economia – creando nuovi, diversi lavori – e risolvere alcuni problemi sociali del Paese. Insieme a decine di esperti e associazioni, il movimento ha raccolto nella campagna “Ritorno al Futuro” un gran numero di proposte concrete per il governo italiano, che pare muoversi nella direzione opposta, cercando di tornare alla “normalità”, incentivando l’economia basata sui combustibili fossili e spendendo denaro per ripristinare un passato malato.
Sì, la scorsa volta il mondo era diverso. Non c’era il Coronavirus. Speriamo che sia diverso anche la prossima volta e che sia in meglio.

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