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AGRICOLTURA CIRCOLARE

Gelso-Net: il progetto di UniTo per rilanciare la coltivazione di gelso e l’allevamento di bachi da seta

Il progetto si prefigge una rivisitazione fortemente innovativa della filiera del gelso che concorra allo sviluppo integrato e sostenibile del settore agroalimentare

Gelso-Net: il progetto di UniTo per rilanciare la coltivazione di gelso e l’allevamento di bachi da seta
Cronaca 09 Aprile 2021 ore 18:55

L’Università di Torino è capofila del progetto GELSO-NET – Filiera agroalimentare del gelso: frutto – foraggio – bachicoltura, finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 con un importo di 625.000.000 Euro.

Gli obiettivi di GELSO-NET

Puntando sulla sostenibilità e l’efficienza delle risorse disponibili sul territorio regionale, GELSO-NET mira a rivisitare con un approccio innovativo la coltura del gelso con l’obiettivo di produrre sorosi (i frutti del gelso freschi e trasformati) a scopo alimentare attraverso nuovi modelli colturali, propri dell’arboricoltura intensiva; alimentare bachi da seta con foglie fresche e trasformate a fine di supportare il rilancio della bachicoltura Piemontese e di una moderna “filiera seta regionale” a km zero e produrre mangimi per conigli a base di farina di foglie di gelso per ottenere un alimento funzionale che consenta la riduzione dei costi razione per gli allevatori, il miglioramento delle caratteristiche nutraceutiche della carne e risponda alle crescenti esigenze del consumatore.

Il rilancio del gelso da frutto e da foglia

GELSO-NET intende rilanciare la filiera agroindustriale del gelso da frutto e da foglia, in stretta connessione con le filiere zootecniche di produzione del baco da seta e della coniglicoltura. Il progetto si prefigge una rivisitazione fortemente innovativa della filiera del gelso, che concorra allo sviluppo integrato e sostenibile del settore agroalimentare e valorizzi gli innumerevoli servizi ecosistemici del gelso secondo criteri di ordine socio-culturale e di convenienza economica.

Le aziende coinvolte

Il progetto, di durata triennale, è sviluppato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) e del Dipartimento di Scienze Veterinarie (DSV) e vede il coinvolgimento di numerose aziende piemontesi: l’eccellenza agroalimentare Agrimontana Spa, l’Azienda Agricola Mellano Mauro, l’Azienda Agricola Cunigranda di Perano Danilo, l’Azienda Agricola Vallino Alessandro, l’Azienda Agricola Villa Villacolle di Fea Manuela, La Maurina Società Semplice Agricola, e la ditta di consulenza AStudio, composta da un team di periti agrari in grado di fungere da intermediari tra l’azienda agricola e la pubblica amministrazione.

Il team coinvolto

Il team di UNITO, coordinato dalla Prof.ssa Laura Gasco, docente di Zoocolture presso il DISAFA, vede la stretta collaborazione di ricercatori e docenti afferenti al DISAFA e al DSV, tra cui il Prof. Gabriele Beccaro, la Dott.ssa Manuela Renna, la dott.ssa Gabriella Mellano, il Prof. Alberto Brugiapaglia, la Dott.ssa Ilaria Biasato e il Prof. Achille Schiavone. Si tratta di una compagine multi-disciplinare, avente competenze in agronomia, nutrizione animale, scienze alimentari e veterinarie, con una comprovata esperienza nei settori della gelsicoltura, della coniglicoltura e dell’allevamento di insetti.

La Prof.ssa Laura Gasco dichiara:

La produzione dei sorosi di gelso che in passato rappresentava in Italia un prodotto secondario, è oggi l’elemento su cui si può fondare un’approfondita rivisitazione dell’intera filiera in chiave moderna. In passato, in Piemonte il gelso era coltivato per la produzione di foglie che costituivano alimento indispensabile per l’allevamento dei bachi da seta. La sericoltura, legata indissolubilmente alla coltivazione del gelso, è oggi quasi scomparsa sul territorio regionale, sebbene essa abbia contribuito per lungo tempo a fornire benessere e sostentamento per molte famiglie. Il progetto GELSO-NET consente di riportare alla luce una produzione tradizionale come quella del baco da seta, rivisitata però in chiave innovativa, valorizzando una nuova filiera produttiva rappresentata dai sorosi, delicati e prelibati frutti del gelso, e da una coniglicoltura più sostenibile ed attenta alle esigenze dei consumatori.