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Fugge dal Texas a Torino: arrestato killer della moglie incinta

Il cittadino statunitense era evaso dopo aver rimosso il braccialetto elettronico. Fermato a Malpensa con passaporti falsi, ora rischia l'estradizione

Fugge dal Texas a Torino: arrestato killer della moglie incinta

La fuga transoceanica di un cittadino statunitense di 40 anni si è conclusa definitivamente tra le città di Milano e Torino. In data 7 maggio 2026, il personale della Squadra Mobile, dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino e della Polizia di Frontiera di Malpensa ha tratto in arresto l’uomo ai fini estradizionali.

Fugge dal Texas a Torino

L’operazione è stata il risultato di un’articolata attività coordinata dal Servizio Centrale Operativo, su impulso del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e con il supporto strategico dell’ufficio di collegamento dell’F.B.I. presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma. Sul soggetto pendeva una “red notice” emessa dall’Interpol di Washington per reati di estrema gravità commessi sul suolo americano.

L’uomo è accusato dalle autorità del Texas di omicidio aggravato plurimo. I fatti risalgono al 7 ottobre 2024, quando nella Contea di Harris l’indagato avrebbe ucciso la moglie, all’epoca in stato di gravidanza. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti statunitensi, il decesso sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione della coppia a causa di una violenta pressione esercitata dall’uomo sul collo e sulla parte superiore della schiena della donna, provocando contestualmente la morte del figlio non ancora nato. Per tale delitto, il trentottenne era già stato arrestato in Texas l’11 ottobre 2024, ottenendo però in seguito la libertà vigilata dopo il pagamento di una cauzione record da un milione di dollari e l’obbligo di indossare un dispositivo di monitoraggio elettronico.

Il tentativo di fuga e i documenti contraffatti

Nonostante le restrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria statunitense, l’uomo ha deciso di eludere i controlli manomettendo e rimuovendo il braccialetto elettronico per fuggire all’estero. Il 3 maggio scorso è giunto in Italia presso lo scalo aeroportuale di Malpensa. Durante i controlli di frontiera, ha tentato di sviare le indagini esibendo un passaporto belga con generalità fittizie. Tuttavia, gli accertamenti tecnici condotti dalla Polizia specializzata hanno rivelato che il documento era integralmente contraffatto. L’uomo è stato trovato in possesso di ulteriori documenti d’identità falsi, tutti riportanti nomi differenti. Solo dopo essere stato messo alle strette e identificato correttamente, il giovane ha tentato un’ultima mossa legale formalizzando una richiesta di protezione internazionale.

Il trasferimento in carcere e le procedure di estradizione

Dopo un iniziale trattenimento presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Torino, disposto dal Questore di Varese, la posizione giuridica dello straniero si è aggravata. Nella mattinata odierna, l’uomo ha partecipato in collegamento remoto all’udienza di convalida dinanzi alla Corte d’Appello di Milano. A seguito della decisione dei giudici, è stato ufficializzato l’arresto finalizzato all’estradizione negli Stati Uniti. Ultimate le procedure di rito presso la Questura di Torino, l’arrestato è stato trasferito alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del completamento delle pratiche per il suo trasferimento oltreoceano.