una situazione difficile

Ex-Embraco, "cassa" in scadenza e Roma resta in silenzio

L'assessore Chiorino: "391 lavoratori non possono essere considerati invisibili agli occhi dei Ministeri".

Ex-Embraco, "cassa" in scadenza e Roma resta in silenzio
Cronaca Chivasso, 01 Luglio 2021 ore 20:48

Oggi pomeriggio, giovedì 1 luglio 2021, si è svolto il tavolo convocato dall’assessore al lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino per un aggiornamento della situazione per i lavoratori ex Embraco.

Ex Embraco incontro tra Chiorino e sindacati

Al tavolo con Chiorino hanno partecipato le parti sindacali, la Prefettura, la Curatela ed i tecnici della Regione.“

Il commento dell'assessore Chiorino

"E’ inaccettabile questo silenzio tombale da Roma: 391 lavoratori non possono essere considerati invisibili agli occhi dei Ministeri – così ha esordito l’assessore Chiorino – nonostante le innumerevoli lettere e sollecitazioni condivise a tutti i livelli istituzionali, non è pervenuta alcuna risposta alla richiesta di una convocazione di un tavolo interministeriale. Vista l’imminente scadenza del 22 luglio, ho deciso di calendarizzare degli incontri settimanali proprio per evitare che si abbassi il livello di attenzione e restare tutti aggiornati sulla situazione in attesa di risposte dal Ministro Giorgetti".

Una situazione difficile

Le parti coinvolte nell’incontro hanno condiviso le proprie perplessità sulla situazione: massima disponibilità da parte della Prefettura e della Curatela che sta lavorando alla documentazione per la proroga della cassa introdotta nel Dl Sostegni bis. Preoccupazione alta da parte dei Sindacati sia per le mancate risposte da parte del Governo, sia nei confronti di un piano B di cui non si è vista ancora una progettualità: “Prendiamo atto per l’ennesima volta della mancanza di risposte da parte del MISE rispetto alla richiesta di incontro inoltrata dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni regionale - Cosi Arcangelo Montemarano per Fim Cisl Torino - Canavese il livello di preoccupazione è alto - Un silenzio che ci indigna profondamente perché viene dalle istituzioni che invece dovrebbero tutelare i cittadini e i lavoratori di questo paese. Siamo vicini alla scadenza della cassa e ai licenziamenti e non sappiamo ne se ci sarà un piano alternativo e neanche se vi sarà una proroga: ci sentiamo traditi da uno Stato che pensa solo agli equilibri politici e non al bene dei sui cittadini e lavoratori!”.

Per quanto riguarda FIOM - CIGL Torino, Ugo Bolognesi ha sottolineato come: “E’ dal 23 aprile il tavolo di crisi del Ministero non si riunisce: alla faccia del tavolo sempre attivo promesso a suo tempo da Todde. Nessuna risposta alla lettera firmata da tutto il territorio, bel segno di rispetto verso la nostra Città e la nostra Regione. Quando il Governo comincerà ad assumere il proprio compito e le proprie responsabilità? Siamo davvero delusi e arrabbiati, non si trattano così 400 famiglie di cittadini e lavoratori. Vogliamo subito risposta alla domanda inviata dal curatore fallimentare per la proroga della cassa integrazione, per il ritiro dei licenziamenti, e vogliamo la convocazione immediata del tavolo per la re industrializzazione. Il Ministro Giorgetti ha trovato 100 tavoli di crisi al suo insediamento? Cosa pensava di trovare? Però su un tavolo una proposta di soluzione esisteva: il polo italiano del compressore Italcomp. Che fine ha fatto? Come adesso intende risolvere la crisi Embraco e impedire il licenziamento e la disoccupazione per 400 famiglie? Vogliamo risposte, i lavoratori Embraco aspettano risposte da 4 anni, adesso basta. Lavoro e dignità è tutto quello che chiedono. Non ci arrendiamo a un Governo indifferente e assente, che dimentica e esclude. Continueremo le mobilitazioni, tutti insieme”.

“Mancano 20 giorni al termine degli ammortizzatori sociali e il Mise continua a essere assente. Registriamo un silenzio assoluto sul progetto Italcomp e sulla possibilità di ricollocare i 400 lavoratori ex Embraco – così Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino - insieme ai lavoratori metteremo in atto tutte le iniziative di lotta che saranno ritenute necessarie”.

Per Ciro Marino di UGL Metalmeccanici: “Troviamo assurdo questo silenzio assordante da parte del ministero. Si sta parlando del futuro di 391 lavoratori, nonché cittadini. Sono più di 3 anni che questa situazione di stallo non ha trovato riscontro. È nel diritto dei lavoratori avere chiarezza e soprattutto risposte. Il Governo centrale deve garantire il lavoro è la dignità di chi lo esercita, quindi chiediamo urgentemente un tavolo ministeriale, che ci sveli una volta per tutte questo fantomatico piano B. I lavoratori sono esausti da ammortizzatori sociali chiedono un lavoro quello che chi dovrebbe garantirlo omette di farlo.

La prossima convocazione

La prossima convocazione da parte dell’assessore è stata programmata per giovedì 8 luglio alle ore 10 presso presso il quartier generale di Via Magenta 12. L’incontro avverrà in presenza.