Lanzo, Cuorgné, Venaria e altri

Emergenza Covid: sette Pronto Soccorso chiusi in Piemonte

La Regione e l'Unità di Crisi hanno deciso: chiusi 7 Pronto Soccorso per "recuperare" personale sanitario

Emergenza Covid: sette Pronto Soccorso chiusi in Piemonte
Cronaca Torino, 29 Ottobre 2020 ore 10:01

Pronto Soccorso chiusi in Piemonte. Decisione shock della Regione e dell’Unità di Crisi: per far fronte all’emergenza Covid… si chiudono (o viene mantenuta la chiusura) i Pronto Soccorso. A qualcuno sembrerà incredibile ma è così. A fronte di una necessità ospedaliera ovviamente da ampliare, vengono invece ridotte le prestazioni. Ma un motivo c’è. Ecco cosa dice il documento ufficiale condiviso dal Dipartimento Malattie ed emergenze infettive e dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Nizza, Lanzo, Cuorgné e altri

“Risposta all’emergenza pandemica Covid19 – Disposizioni urgenti. In considerazione della rapida progressione dell’epidemia nella Regione Piemonte e della carenza di personale (…) si dispone quanto segue: chiusura immediata dei seguenti Ps / Ppi (ovvero i Pronto Soccorso e Punti di Primo Intervento). Giaveno, Venaria, Nizza Monferrato, Lanzo, Ceva, Carmagnola, Cuorgné. Le indicazioni per la chiusura riguardano le 24 ore, non è previsto il mantenimento del servizio nelle ore diurne”.

Si spostano risorse sull’Areu

La sospensione di tutte le attività ordinarie di ricovero e ambulatoriali non urgenti, secondo il disegno della Regione, con esclusione però di quelle relative alle patologie oncologiche, dovrebbe consentire lo spostamento delle risorse umane sulle Attività regionali di emergenza-urgenza (Areu). Vengono anche attivati dei cosiddetti “Peimaf” (Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso di Feriti) in base ai criteri individuati a livello di ogni singola azienda. Tutto ciò come modalità organizzativa temporanea. I Pronto Soccorso chiusi in Piemonte dovrebbero quindi aiutare gli altri presìdi ospedalieri a funzionare meglio per fronteggiare la pandemia.

Cosa sono i “Peimaf”

Questa strana sigla corrisponde a un piano emergenziale per quando si verificano eventi di grande portata che mettono sotto pressione gli ospedali. L’emergenza pandemica è uno di questi, ma anche altri disastri quali esplosioni in aziende o nubi tossiche, piuttosto che grandi incidenti ferroviari rientrano nella categoria. L’idea è impedire che queste emergenze possano scombussolare la normale attività di un ospedale. L’obiettivo è quindi quello di mantenere uno standard elevato per il trattamento dei pazienti nuovi, paragonabile a quello che viene erogato ad un paziente in un giorno ordinario.

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