Raccolta differenziata

Ecoisole: i cassonetti intelligenti si diffondono a Torino, ma le periferie sono sempre le ultime

In particolare nel quartiere Barriera di Milano mancano anche i cassonetti "normali", altro che quelli smart...

Ecoisole: i cassonetti intelligenti si diffondono a Torino, ma le periferie sono sempre le ultime
Cronaca Torino, 05 Febbraio 2021 ore 17:37

Ecoisole smart, si chiamano così. L’idea dell’Amiat è stata quella di sostituire le attuali attrezzature stradali con nuovi cassonetti “intelligenti” perché utilizzabili solo dai residenti tramite una personale tessera elettronica.

L’esperimento sembra funzionare

L’azienda scrive sul sito che nella sola zona di Lingotto/Filadelfia, avviata inizialmente in via sperimentale a maggio 2019, il nuovo sistema ha portato ottimi risultati permettendo un aumento netto della raccolta differenziata della zona, che è passata da un iniziale 32,3%al 66% in pochi mesi, e anche la sindaca Chiara Appendino aveva presentato la novità con grande orgoglio. Tra il 2020 e il 2021 l’esperimento è diventato una realtà che ha toccato anche altre zone della città come il  Cit Turin, Falchera e San Salvario.

Un processo graduale

Accanto alla posa delle ecoisole, la campagna di comunicazione ha continuato senza sosta durante i vari lockdown, con l’obiettivo di informare e formare i cittadini sull’uso dei nuovi cassonetti, un processo graduale che nella fase di avvio prevede che i bidoni possano essere utilizzati anche senza Ecocard (solo in un secondo momento verranno chiusi e sarà necessario utilizzare la tessera). D’altra parte l’attivazione delle ecoisole, com’era prevedibile, non è stata sempre bene accolta dai cittadini. Non è raro, infatti, imbattersi in contenitori smart circondati da montagne di rifiuti. Tutta immondizia abbandonata per la strada da cittadini evidentemente ancora ignari del funzionamento dei nuovi contenitori.

Il cronoprogramma

Il cronoprogramma prevedeva, a fine anno, l’estensione del servizio porta a porta nei quartieri Crocetta e San Secondo. A inizio 2021 sono state raggiunte alcune zone di San Salvario ancora sprovviste, mentre a febbraio le ecoisole arrivano a San Donato, dove saranno coinvolte 30 mila persone. Tra marzo e giugno 2021 si aggiungeranno i quartieri di Borgo Vittoria, Madonna di Campagna e infine, a giugno 2021, Barriera di Milano.

Barriera di Milano: una discarica a cielo aperto

Ma c’è un fatto di cui l’Amiat e l’amministrazione cittadina dovrebbe occuparsi ora e non a giugno del 2021: la carenza dei comunissimi bidoni per la differenziata in alcune zone della città e in particolare proprio a Barriera di Milano che, ironia della sorte, arriva per ultima nell’elenco di zone selezionate per il passaggio “smart”.

Qui, il livello di esasperazione dei cittadini è sempre più alto così come l’immondizia che cresce affianco ai bidoni come in una discarica a cielo aperto e viene persino il sospetto che siano dei “forestieri” che arrivano da altri quartieri per abbandonare rifiuti proprio lì.

Ma allora prima di pensare in grande e alle ecoisole con apertura tramite card non era forse meglio partire (invece di finire) dalle periferie dove la differenziata vecchio stile è ancora un miraggio? Magari iniziando con una “banale” raccolta porta a porta si sarebbero potuti ottenere già dei buoni risultati. E poi chissà.

 

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