la vicenda

È morta Mamma Ebe, "la santona" che prometteva guarigioni

Fu molto attiva anche a Borgo d'Ale. Contò una numerosa schiera di adepti.

È morta Mamma Ebe, "la santona" che prometteva guarigioni
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È morta «Mamma Ebe» conosciuta anche come la Santona di Carpineta, è un personaggio molto discusso negli anni Ottanta e Novanta. Mamma Ebe ffu condannata per truffa ed esercizio abusivo della professione medica e fu riconosciuto il carattere non ecclesiale della sua organizzazione.

Morta Mamma Ebe

Mamma Eve, vero nome Gigliola Giorgini è morta ieri, sabato 7 agosto a Rimini, all'età di 88 anni. Le sue attività illecite furono legate ad una presunta congregazione “Pia Unione di Gesù Misericordioso” , da lei fondata che operò anche a Borgo d'Ale nel Vercellese.

Le sue vicende giudiziarie

Fu condannata a 7 anni di reclusione, con sentenza del 2008, dal Tribunale di Forlì, per truffa ed esercizio abusivo della professione medica. Due anni dopo viene di nuovo arrestata insieme al marito e a un collaboratore con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica e alla truffa aggravata. Vennero inoltre notificati altri 14 provvedimenti cautelari a carico di adepti e collaboratori della donna. Nel 2016, la Corte di Cassazione conferma la sentenza definitiva alla pena di 6 anni di reclusione.

Diffidata dalla Chiesa

Ebe prometteva la guarigione. Fra le sue vittime ci furono malati e anziani. Furono numerose le  donne che presero Mamma Ebe  come unico esempio di vita, allontanandosi da quelli che erano stati i loro riferimenti di vita. Il vescovo di Pistoia Simone Scatizzi, il 29 settembre 1982 dichiarò il «carattere non ecclesiale della Pia unione di Gesù misericordioso» e venne pronunciata l’interdizione canonica, diffidando i credenti a prendere parte alle attività della «Pia unione» . Venne proibito ai sacerdoti di frequentare Ebe e di dare i sacramenti a lei e ai suoi adepti.

Venne realizzato anche un  film

La vicenda di Mamma Ebe colpì l'attenzione di giornali e tv e fu il regista Carlo Lizzani realizzò un film che venne presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

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