l'intervento

Droga sulle scale del condominio: ventenne arrestato in Campidoglio

Sequestrate decine di pasticche di ecstasy, ketamina e hashish. Decisive le segnalazioni dei residenti

Droga sulle scale del condominio: ventenne arrestato in Campidoglio

Un insolito andirivieni e, soprattutto, quel sacchetto sospetto abbandonato lungo le scale condominiali. È partito tutto da una segnalazione nel quartiere Campidoglio il blitz della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di un cittadino italiano di vent’anni, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Droga sulle scale del condominio: ventenne arrestato in Campidoglio

Gli agenti della Squadra Volante, intervenuti all’interno di uno stabile della zona, hanno inizialmente recuperato sulle scale un piccolo sacco contenente diverse pasticche di colore verde. Poco distante, i poliziotti hanno rinvenuto anche un sacchetto di plastica e alcuni involucri che custodivano della polvere bianca.

La perquisizione nell’appartamento

Seguendo le tracce della sostanza, l’attenzione degli agenti si è concentrata su un appartamento dello stesso palazzo. All’interno dell’abitazione, occupata dal ventenne, i sospetti hanno trovato immediato riscontro: sul comodino della camera da letto e su alcune mensole erano infatti appoggiati diversi dispositivi utilizzati per il consumo di droga, ancora sporchi di polvere.

La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire il grosso del quantitativo:

  • 52 pasticche di ecstasy (quelle verdi rinvenute sulle scale);

  • Oltre 50 grammi di ketamina;

  • 15 grammi di hashish (divisi in due frammenti);

  • Materiale vario per il confezionamento (tra cui bustine identiche a quelle trovate fuori dalla porta);

  • 155 euro in contanti, ritenuti probabile provento dell’attività illecita.

Tutto il materiale e il denaro sono stati posti sotto sequestro, mentre per il giovane sono scattate le manette.

Si specifica che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, nei confronti dell’indagato vige la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.