Blitz dei Nas

Covid, irregolarità in due Rsa torinesi: due responsabili denunciati e un’attività sospesa

Si tratta rispettivamente della casa di riposo "Piccola opera Charitas" di Vercelli e della struttura "Alice" di Forno Canavese.

Covid, irregolarità in due Rsa torinesi: due responsabili denunciati e un’attività sospesa
Cronaca Torino, 08 Gennaio 2021 ore 09:10

In concomitanza con il periodo delle Festività natalizie e fino al 6 gennaio 2021, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, in stretta intesa con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, una campagna di verifiche condotta dai 38 Nas nell’intero territorio nazionale che ha portato all’ispezione di 1.848 strutture sanitarie e socio-assistenziali, riscontrando irregolarità in 281 di esse. I controlli effettuati da parte dei carabinieri Nas hanno permesso di rilevare forti criticità nelle attività di due Rsa del territorio, la cui cattiva organizzazione aveva favorito l’aumento del contagio da Covid-19.

Covid in due Rsa torinesi, denunciati due responsabili e sospesa un’attività

Il controllo da parte dei Carabinieri Nas di Torino ha permesso di individuare sul territorio due strutture per anziani, la cui organizzazione non era a norma di legge e ha favorito l’intensificazione dei casi di contagio da Covid-19 tra operatori sanitari e pazienti. In particolare, le Forze dell’ordine hanno:

  • Denunciato alla competente Autorità Giudiziaria due responsabili della Rsa “Piccola opera Charitas” di Vercelli per non aver eseguito la valutazione del rischio biologico presso la struttura sanitaria, né l’attività di formazione e addestramento del personale dipendente e per l’omessa predisposizione di adeguate procedure organizzative delle attività. Le predette mancanze, rilevate in fase ispettiva, hanno determinato o comunque favorito la diffusione epidemiologica da Covid-19 che ha comportato, il contagio di 23 lavoratori su 32 e 37 ospiti su 44.
  • Individuato, nel corso di un’ulteriore ispezione nella Rsa Alice di Forno Canavese, significative criticità nelle procedure di contenimento infettivo da Covid-19, mancanza di cartellonistica preventiva e di percorsi sporco/pulito nonché assenza della corretta formazione a favore del personale dipendente. L’attività è stata sospesa dall’Asl To4 in attesa del ripristino dei requisiti minimi.

Come riportato da “Prima Il Canavese”, in quest’ultima residenza per anziani, lo scorso dicembre tutti gli ospiti e gran parte del personale era risultata positiva al Covid. I pazienti erano stati tutti trasferiti in altre strutture per essere adeguatamente curati.

Chiusa una Rsa anche a Cuneo

Nelle ultime ore è arrivata proprio la precisazione di Carabinieri Nas di Alessandria, i quali hanno tenuto ad informare che la Rsa chiusa a seguito delle operazioni ispettive si trova nel territorio della provincia di Cuneo e non nell’Alessandrino. E’ stato in fatti segnalato all’Autorità Amministrativa il legale rappresentate di una struttura residenziale per anziani interessata da gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie che richiedevano un intervento immediato di manutenzione e sanificazione radicale per ripristinare le condizioni di sicurezza della struttura. I 13 anziani, di cui 10 risultati positivi al Covid-19, sono stati trasferiti in parte nei reparti degli ospedali della provincia di Cuneo e i restanti in altra struttura ricettiva per anziani. Nella circostanza è stata disposta l’immediata cessazione dell’attività in attesa delle opere di adeguamento.

La nota dei Nas

Questo il commento rilasciato nella nota dei carabinieri Nas:

“L’intensificazione dei controlli da parte dei Carabinieri Nas è stato finalizzato ad assicurare la corretta erogazione dei servizi di cura ed assistenza a tutela delle persone indifese. Infatti proprio nel periodo delle Festività si rileva un aumento della domanda di ospitalità di persone anziane presso strutture ricettive, a cui non sempre corrisponde il mantenimento del livello assistenziale, sia in termini di numero di operatori, anche connesso con il godimento di ferie in concomitanza del periodo festivo, che di qualità del servizio fornito. Il possibile decadimento assistenziale può inoltre ripercuotersi anche sulla corretta attuazione delle misure di prevenzione del Covid, con gravi conseguenze sulla incolumità di soggetti particolare vulnerabili per età e stato di salute. Complessivamente, le verifiche hanno portato alla contestazione di 109 violazioni penali e 373 amministrative, con l’applicazione di sanzioni per un valore di 111 mila euro, deferendo all’Autorità giudiziaria 83 persone e segnalandone ulteriori 287 alle Autorità amministrative“.

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