lotta al covid

Coronavirus, in Piemonte fin da subito massima attenzione al contagio nelle strutture ospedaliere e residenziali

Di seguito riportare tutte le decisioni assunte in merito dalla Giunta Regionale.

Coronavirus, in Piemonte fin da subito massima attenzione al contagio nelle strutture ospedaliere e residenziali
Torino, 13 Ottobre 2020 ore 10:42

In relazione all’audizione del direttore della Maxi Emergenza regionale 118, Mario Raviolo, al Gruppo di lavoro che sta svolgendo l’indagine conoscitiva all’interno della quarta Commissione consiliare sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Piemonte, la Direzione Welfare e Sanità della Regione Piemonte, fornisce qui di seguito alcune puntualizzazioni.

Le precisazioni della commissione

L’Ordinanza del 23 febbraio 2020 di costituzione dell’Unità di Crisi all’art. 1 comma 4 della stessa aveva previsto (in Piemonte vi era un solo caso di positività al Covid-19) che “le Direzioni sanitarie ospedaliere pubbliche, private, convenzionate ed equiparate devono predisporre la massima limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza. Le strutture residenziali e semiresidenziali territoriali di post-acuzie, fra cui, ad esempio, RSA, RAF, CAVS, Centri Diurni, Comunità Alloggio, devono limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.”
Anche nei primi giorni era dunque chiarissima la necessità di prestare la massima attenzione al contagio nelle strutture ospedaliere e residenziali.
Il Decreto n. 32 del 16 Marzo 2020 del Presidente della Giunta regionale ordina la nomina del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 prevedendo che il Commissario si avvalga di specifiche Aree Funzionali. Proprio al fine di rafforzare la medicina territoriale e la residenzialità è stata istituita l’ “Area Territoriale. Ufficio Medicina Territoriale e RSA.

Le decisioni della Giunta Regionale del Piemonte

Gli atti della UdC e della Giunta Regionale del Piemonte, sono stati specificamente assunti per le strutture sanitarie e socio-assistenziali per anziani. Grazie agli stessi è stato possibile mettere in campo un monitoraggio puntuale delle strutture, un sostegno infermieristico, una facilitazione a reperire personale di assistenza, un potenziamento dell’attività delle commissioni di vigilanza. Nel particolare:

  • In data 20 Marzo la Giunta regionale ha assunto la DGR n. 4-1141 “Indicazioni inerenti la sostituzione del personale nelle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie e socio- assistenziali per anziani, disabili e minori in contesto emergenziale da diffusione covid-19.” Questo atto ha garantito, vista la carenza di Operatori Socio Sanitari, la loro sostituzione con personale con formazione professionale differente o esclusivamente con esperienza lavorativa. Alla data del 4 maggio 2049 operatori sono stati assunti grazie la DGR in oggetto;
  • In data 27 Marzo 2020 l’UdC, con propria disposizione commissariale prot. n. 15863, ha disposto che le ASL del Piemonte provvedessero a verificare che presso le strutture venisse elaborato un Piano di gestione degli ospiti Covid positivi.
  • In data 30 Marzo 2020 è stato presentato e inviato alla sottoscrizione il “Protocollo d’ intesa fra Unita’ di Crisi- Regione Piemonte, Prefettura di Torino (anche per le altre Prefetture del Piemonte), Citta’ Metropolitana e Province del Piemonte: ulteriori misure di contenimento covid 19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale e nelle strutture assistenziali e socio sanitarie, ivi comprese le RSA” che è stato assunto con DGR n. 2-1181 dalla Giunta regionale;
  • In data 1 Aprile anche per dare attuazione al Protocollo di cui sopra è stata ulteriormente rafforzata l’ azione di monitoraggio nell’ “Area coordinamento RSA”.
  • In data 3 Aprile 2020 l’ UdC, con propria disposizione commissariale prot. n. 17221, ha disposto che le ASL piemontesi ogni settimana, il venerdì, tramite le direzioni distrettuali trasmettessero all’ UdC una relazione che riassumesse tutte le attività di controllo svolte su ciascuna delle strutture;
  • In data 7 Aprile 2020 l’ UdC, con ulteriore disposizione commissariale prot. n. 17881, ha richiesto alle ASL piemontesi di incrementare il proprio personale infermieristico (o con nuove assunzioni o con l’utilizzo di infermieri dell’ASL i cui servizi sono stati sospesi o ridotti) in misura di almeno un infermiere ogni 20.000 abitanti al fine di garantire un supporto infermieristico (non una sostituzione) alle strutture con maggiori difficoltà di reperimento di personale o con un altro numero di infermieri risultati postivi al tampone.
  • In data 24 Aprile 2020 l’UdC, con disposizione commissariale prot. n. 20445, dispone che i costi relativi all’utilizzo di personale delle ASL dovranno essere addebitati alle strutture medesime.

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