Al centro delle proteste di oggi, 27 gennaio 2026, c’è il centro sociale Askatasuna e la festa che si voleva organizzare, a suo sostegno, a Palazzo Nuovo venerdì e sabato scorsi (23 e 24 gennaio 2026). E proprio per la decisione della Rettrice Cristina Prandi di chiudere preventivamente l’Università, evitando così la festa, i collettivi hanno organizzato un presidio al Rettorato di via Verdi.
(Immagine di copertina: frame di una storia Ig del collettivo Cambiare Rotta)
La protesta dei collettivi
Oggi, 27 gennaio 2027, gli studenti hanno tentato – senza riuscirci – di entrare nell’aula del Senato accademico, dove i lavori della seduta in corso a porte chiuse sono stati momentaneamente interrotti.
Gli attivisti si sono poi allontanati in corteo verso Palazzo Nuovo dandosi appuntamento per domani, 28 gennaio, quando alle 18 è in programma un’assemblea aperta.
La mobilitazione è nata dallo sgombero del centro sociale Askatasuna, lo scorso 18 dicembre, contro il quale è stata lanciata una manifestazione nazionale per sabato 31 gennaio.
La posizione del Senato accademico e della Rettrice Cristina Prandi
Intanto il Senato Accademico ha espresso il totale sostegno alla Rettrice per la decisione presa relativamente all’evento non autorizzato nell’edificio di Palazzo Nuovo e, tramite nota, ha condannato gli avvenimenti odierni:
“Oggi, martedì 27 gennaio, la seduta del Senato Accademico dell’Università di Torino è stata disturbata da urla, cori e uso di megafoni, nonché da ripetuti colpi alle porte e tentativi di accesso ai locali, tali da impedire il regolare svolgimento della seduta. Per garantire la prosecuzione dei lavori, si è reso necessario un cambio di sede, dopo il quale la riunione è proseguita regolarmente.
A questo proposito il Senato Accademico condanna con fermezza ogni forma di aggressione o intimidazione, ribadendo la necessità di tutelare l’Istituzione e il corretto funzionamento delle attività degli organi.
Il Senato Accademico conferma la propria disponibilità al dialogo e al confronto con le rappresentanze studentesche elette o mediante formali richieste di audizione, nel rispetto delle modalità e delle sedi istituzionali.”
Dal canto suo la Rettrice Prandi ha chiarito che la chiusura straordinaria e preventiva di Palazzo Nuovo è stata disposta a seguito della diffusione sui social dell’annuncio di una festa serale e notturna prevista per il 23 gennaio, mai formalmente richiesta né autorizzata dall’Ateneo e, per modalità e caratteristiche, incompatibile con la destinazione degli spazi di Palazzo Nuovo.
In conclusione, la Rettrice Cristina Prandi ha ribadito che iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall’Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell’Ateneo, non determinata da pressioni esterne.
“L’Università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole comuni. Allo stesso tempo” ha dichiarato la Rettrice Cristina Prandi “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza, per la comunità studentesca, di disporre di spazi e momenti di socialità, aggregazione e partecipazione anche civica. Proprio per questo, come già concordato con il Consiglio degli Studenti, lavoreremo a una valutazione e a un’analisi del Regolamento per l’utilizzo degli spazi, affinché sia sempre più adeguato ai bisogni della comunità universitaria. Questo percorso dovrà però svilupparsi all’interno di un perimetro di legalità, sicurezza e responsabilità che rappresenta una condizione imprescindibile per la vita dell’Ateneo.