Omicidio dei Murazzi

Chiara Appendino ricorda Stefano Leo a due anni esatti dalla sua uccisione

Il 33enne fu accoltellato a morte il 23 febbraio 2019.

Chiara Appendino ricorda Stefano Leo a due anni esatti dalla sua uccisione
Cronaca Torino, 23 Febbraio 2021 ore 17:56

A due anni esatti dall’uccisione di Stefano Leo, anche la sindaca di Torino Chiara Appendino ha voluto rendere omaggio al 33enne biellese.

Chiara Appendino ricorda Stefano Leo

“Due anni fa venne ucciso Stefano Leo. Un vile omicidio che segnò profondamente la nostra comunità. Oggi, in rappresentanza di tutti i cittadini, ho voluto omaggiare il ricordo di Stefano.”

Con queste parole, scritte in un post su Facebook, il Sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha voluto ricordare la morte di Stefano Leo, il 33enne biellese tragicamente ucciso con una coltellata il 23 febbraio di due anni fa ai Murazzi di Torino.

Il delitto

Ucciso per una sorta di “vendetta” verso la città in cui viveva e dove erano cresciute depressione e ossessione verso la ex compagna. Questo è stato, secondo il giudice Irene Gallesio, il movente per il quale Said Mechaquat, 28 anni, il 23 febbraio del 2019, ha ucciso il biellese Stefano Leo. Un delitto per il quale il 28enne è stato condannato a 30 anni di carcere, condanna emessa per aver commesso “un gesto atroce”, come scrive lo stesso giudice, riprendendo le parole del pm Enzo Bucarelli.

“Un modo per tornare al centro dell’attenzione”

Un delitto compiuto in maniera “eclatante”, una sorta di “rivalsa sul fallimento che lo aveva colpito in tutti gli aspetti della vita. La fidanzata lo aveva lasciato, lui era stato condannato a un anno e mezzo per maltrattamenti in famiglia. Aveva perso il lavoro al bar, ed era stato denunciato dai titolari estorsioni, lesioni e minacce. Non gli era più permesso di vedere il figlio. Secondo il giudice si sentiva invisibile e avrebbe cercato un modo per tornare al centro dell’attenzione”.

“L’ho ucciso perché era felice”

Said si era consegnato spontaneamente ai carabinieri a distanza di oltre un mese dal delitto giustificando l’omicidio di Stefano, che nemmeno conosceva, in una maniera che ha fatto scalpore. “L’ho ucciso perché era felice” aveva dichiarato, parlando di una situazione di forte disagio interiore.

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