Si frattura il dito di una mano

Carcere Torino: agente della Polizia Penitenziaria salva detenuta dal suicidio

Ha tentato di impiccarsi con un cappio rudimentale legato alla finestra della cella.

Carcere Torino: agente della Polizia Penitenziaria salva detenuta dal suicidio
Cronaca Torino, 21 Luglio 2021 ore 17:01

Carcere Torino: Agente della Polizia Penitenziaria salva detenuta dal suicidio e si frattura un dito della mano: è successo nel carcere di Torino nella giornata di lunedì.

Agente della Penitenziaria salva detenuta dal suicidio

Lunedì 19 luglio 2021, è stata una giornata campale alla Sezione femminile del carcere di Torino Lorusso e Cutugno. Teatro degli eventi la seconda sezione del padiglione femminile dove sono ristrette detenute con gravi problemi psichiatrici e dove le Agenti trovano non poche difficoltà a gestirle dato che non è presente un presidio psichiatrico permanente e, le stesse poliziotte, non sono preparate per la gestione di detenute affette da problemi psichiatrici.

Lunedì nel parapiglia generale generato da due detenute con problemi psichiatrici, una di loro ha tentato addirittura di impiccarsi con un cappio rudimentale legato alla finestra della cella. L’agente di servizio è intervenuta prontamente a salvare la detenuta prendendola di peso e tirandola in salvo.

Si frattura un dito

In tale operazione, la poliziotta ha riportato la frattura del dito medio della mano sinistra come certificato dal pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino dove è stata accompagnata per le necessarie cure e da dove è stata dimessa con venti giorni di prognosi salvo complicazioni.

Situazione esplosiva

A dare la notizia è Leo Beneduci Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che nel merito ribadisce l’esigenza che i detenuti affetti da tali patologie psichiatriche non possono stare in carcere poiché la polizia penitenziaria non possiede formazione adeguata per la gestione delle stesse. Non si può non considerare infatti che le detenute mettono in atto comportamenti di particolare rilevanza disciplinare e violenza poiché palesemente affette da infermità di natura psichiatrica trovino allocazione in strutture a ciò dedicate e in cui sia garantita la necessaria e adeguata assistenza da parte del corrispondente profilo sanitario e non da appartenenti ad un Corpo di Polizia dello Stato quali sono i Poliziotti Penitenziari. La situazione della sezione femminile di Torino merita urgenti correttivi prima tra tutti istituire un presidio sanitario permanente non più rinviabile in considerazione del fatto che la situazione sta divenendo giorno dopo giorno sempre più esplosiva e ad averne la peggio è sempre la polizia penitenziaria.