Cronaca
TORINO

Carcere delle Vallette, rinviati a giudizio 22 agenti per aver perpetrato violenze sui detenuti

I due sono accusati di "favoreggiamento" e "omessa denuncia" e hanno scelto il rito abbreviato e l'udienza è fissata per il prossimo 31 maggio. Mentre per gli altri 20 agenti la prima udienza è fissata il 4 luglio del 2023.

Carcere delle Vallette, rinviati a giudizio 22 agenti per aver perpetrato violenze sui detenuti
Cronaca Torino, 21 Aprile 2022 ore 11:04

22 agenti del carcere Vallette di Torino, sono stati rinviati a giudizio per aver perpetrato violenze, in particolare con botte e umiliazioni, su 12 detenuti.

Gli indagati

Tra gli indagati dell'inchiesta (coordinata dal pubblico ministero Francesco Pelosi) ci sono l'ex direttore Domenico Minervini e l'ex comandante delle guardie Giovanni Battista Alberotanza del carcere che quando scoppio il caso, furono poi rimossi.

L'accusa

I due sono accusati di "favoreggiamento" e "omessa denuncia" e nel dettaglio avrebbero taciuto sulle segnalazioni relative alle violenze, fisiche e psicologiche, che avvenivano nel padiglione dei 'sex-offender', dov'erano reclusi detenuti isolati e protetti da altri detenuti perché accusati di violenze sessuali e reati di pedopornografia.

Entrambi hanno rito abbreviato e l'udienza è fissata per il prossimo 31 maggio. Mentre per gli altri 20 agenti la prima udienza del processo è fissata per il prossimo anno, il 4 luglio del 2023. Sotto processo sono finiti il due sindacalisti accusati di rivelazione di segreto e favoreggiamento.

La segnalazione

Il caso scoppiò dopo la segnalazione dei garante comunale dei detenuti, Monica Gallo, che da sempre si batte per una migliore condizione di vita all'interno delle carceri. Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra l'aprile 2017 e l'ottobre 2019 e si sarebbero verificati nel settore C del carcere torinese.

"Ti ammazzerei e invece devo tutelarti", "Andiamo a dare i cambi che oggi mi sto divertendo"

sono alcune delle frasi più pronunciate dagli agenti nei momenti "caldi delle violenze". Parole poi riferite dalle vittime agli inquirenti in sede di indagine.

Il pm Pelosi nel corso dell'udienza preliminare:

"Nel carcere di Torino c'era un clima di omertà simile a quello che si trova in un contesto criminale. Tranne un paio di agenti, tutti gli altri imputati hanno detto di non aver mai visto né sentito di violenze ai danni dei detenuti, nonostante le indagini avessero dimostrato un quadro diverso".

 

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