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Una sentenza che farà discutere

Augurare sui social una spedizione punitiva sotto casa dei vigili non è reato: assolti 72 “haters”

Il giudice per le indagini preliminari Paola Rigonat ha archiviato il procedimento scaturito dopo una presunta vessazione della Polizia Municipale.

Augurare sui social una spedizione punitiva sotto casa dei vigili non è reato: assolti 72 “haters”
Cronaca Torino, 15 Marzo 2021 ore 13:04

Non è reato augurare pubblicamente su Facebook una spedizione punitiva sotto casa dei vigili. Non è reato scrivere un post aggressivo usando anche frasi esplicite come “Gli spaccherei la faccia”. Tutt’al più si può catalogare come… comportamento eticamente censurabile. Ma non è vietato dalla legge.

Comportamento lecito

Augurarsi il male altrui rientra quindi nella sfera dei comportamenti leciti. Sembra essere questa la morale della vicenda giudiziaria che vedeva imputati ben 72 internauti iscritti al più popolare dei social network. Tutti loro avevano condiviso insulti e minacce nei confronti della Polizia Municipale che aveva (avrebbe) perseguito ingiustamente un cittadino torinese. Egli se n’era poi lamentato sul proprio profilo, riscuotendo la solidarietà di moltissimi conoscenti. Si sa che quando un post fa successo viene condiviso e poi commentato, e poi magari spedito ad altri su Messenger… insomma diventa un gioco al rimbalzo virale in grado di far decollare qualsiasi notizia. In questo caso, l’ingiustizia subìta (o presunta tale) da parte del cittadino vessato. Il quale, a quanto pare, dovrebbe essere laureato in Giurisprudenza. Non è facile, tuttavia, ricostruire con precisione i contorni della vicenda: le agenzie diramano solo quattro righe e il tam-tam mediatico non chiarisce tutti gli aspetti.

Erano 72 gli indagati

Si sa comunque che è stato avviato e poi concluso un procedimento legale il cui fascicolo era in capo alla giudice dottoressa Paola Rigonat. È stata quindi archiviata perché il fatto non costituisce reato, presso il Tribunale di Torino, un’inchiesta contro 72 persone che, sul famoso social network, avevano lasciato messaggi minatori di questo tenore commentando il post di un legale che si era detto vittima di un’ingiustizia perpetrata a proprio danno dai “cìvich“. Il giudice per le indagini preliminari della Quarta sezione Penale ha quindi approvato la richiesta della Procura, accogliendone integralmente le considerazioni, e ha chiuso il caso. Anche il pubblico ministero che indagava sulla questione, dunque, si è convinto dell’inconsistenza delle accuse. E gli “haters” che avevano deciso di augurare una spedizione punitiva sotto casa dei vigili se la sono cavata con un semplice spavento…

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