Manifesto provocatorio

Anche il Banksy di Torino nella polemica milanese su Indro Montanelli

Dal profilattico alla scritta "Ducex" che fa il verso a Durex, fino allo slogan "Preserva la storia" per sostenere la critica contro il giornalista.

Torino, 21 Giugno 2020 ore 12:16

Blitz di Andrea Villa, artista dall’estro provocatorio noto come il “Banksy di Torino”, nel centro di Milano. Come già fatto tante volte in passato, il creativo, in appositi e regolari spazi per le affissioni in centro alla metropoli lombarda, ha irregolarmente affisso manifesti da lui ideati per commentare la polemica sorta nei confronti di Indro Montanelli sulla scia del movimento ormai internazionale Black Lives Matter.

Il Banksy di Torino nella polemica su Montanelli

In sostanza alcuni collettivi di studenti hanno proposto la rimozione della statua (nei giardini di Porta Venezia) dell’iconico giornalista, che durante il Fascismo sposò una bambina di 12 anni eritrea. E Villa ha messo insieme una serie di riferimenti  – dal profilattico alla scritta “Ducex” che fa il verso a Durex, fino allo slogan “Preserva la storia” – per sostenere la medesima tesi, che era stata supportata anche da un’incursione con tanto di vernice rossa.

Il video del blitz degli studenti a Milano

Arrivano in sella alle bici, poi, con un cappuccio calato in testa, gettano i barattoli di vernice rossa sul monumento e con una bomboletta spray scrivono “Razzista stupratore”. L’atto è stato rivendicato da Rete Studenti Milano e LuMe (Laboratorio universitario Metropolitano), gli stessi che hanno montato e pubblicato il video che testimonia il gesto.

La statua è al centro delle polemiche da alcuni giorni, da quando i Sentinelli (ma anche gruppi studenteschi locali come Controvento di Corsico) hanno lanciato una petizione e chiesto ufficialmente la rimozione della statua dedicata al giornalista, ricordando l’unione, raccontata dallo stesso giornalista, durante la guerra d’Etiopia con una bambina eritrea.

“Gli italiani non imparano niente dalla Storia, anche perché non la sanno, sono le parole spocchiose del “più grande giornalista italiano” Indro Montanelli – scrivono dalla rete chi ha rivendicato l’imbrattamento della statua, poi ripulita dai volontari domenica –. Crediamo di aver dimostrato – al contrario – di conoscerla molto bene. Siamo convinti che, senza una giusta revisione critica, la storia non possa definirsi tale.

In un momento globale così importante – che da ogni parte del mondo ci vede capaci di infrangere barriere e abbattere idoli di un mondo che non deve più esistere – crediamo che figure come quella di Indro Montanelli siano dannose per l’immaginario di tutti. Un colonialista che ha fatto dello schiavismo una parte importante della sua attività politica non può e non deve essere celebrato in pubblica piazza. In una città come Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, la statua di Indro Montanelli è una contraddizione che non possiamo più accettare”.

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