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Agenti immobiliari “furbetti” si intrufolavano nelle aste per intascare provvigioni, smascherati dalla Finanza

Proponevano ai propri clienti immobili con prezzi più bassi della base d'asta per mandare deserti gli incanti, poi acquistavano ad un costo inferiore intascando la provvigione.

Agenti immobiliari “furbetti” si intrufolavano nelle aste per intascare provvigioni, smascherati dalla Finanza
Cronaca Torino, 25 Febbraio 2021 ore 12:48

Agenti immobiliari furbetti si inserivano come intermediari nelle aste fallimentari e intascavano le provvigioni sull’acquisto senza averne diritto. Sono stati smascherati però dalla Guardia di Finanza e il pubblico ministero ha emesso a loro carico un provvedimento restrittivo: non potranno più vendere case per 12 mesi. L’accusa, qualora fossero ritenuti colpevoli in sede di giudizio, è turbamento d’asta (reclusione da 6 mesi a 5 anni più una multa di mille euro).

Un anno di indagini

L’indagine è durata oltre un anno, coordinata dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta e diretta dal pubblico ministero Laura Longo della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari interdittive nei confronti di questi tre agenti immobiliari torinesi (di cui non vengono rese note le generalità) accusati di aver turbato il regolare svolgimento delle aste giudiziarie immobiliari. Ci sono anche intercettazioni telefoniche a prova del reato.

Praticamente i tre pubblicavano sul proprio sito web di annunci decine di immobili soggetti ad aste giudiziarie a un prezzo di vendita molto inferiore rispetto a quello indicato dal Tribunale di Torino. Quindi disincentivavano la partecipazione diretta all’incanto di chi voleva acquistare con la promessa di significativi risparmi se, invece, avessero trattato l’acquisto con l’agenzia. Come dire: quella casa viene battuta all’asta a centomila euro (è un esempio) ma se partecipate con noi all’incanto viene via anche a novanta.

Così, grazie all’intervento degli immobiliaristi disonesti, le previste aste andavano deserte con la conseguente riduzione automatica del prezzo di vendita degli immobili. In questo modo però si creava un correlato danno ai soggetti interessati alle singole procedure esecutive come pure ai debitori proprietari degli immobili in vendita.

Si credevano furbetti questi agenti immobiliari, ma non hanno fatto i conti con le Fiamme Gialle.

I finti clienti

In un’occasione, i finanzieri hanno simulato l’interessamento all’acquisto di un immobile fissando un appuntamento per la visione dello stabile. Dal colloquio hanno ottenuto la conferma che l’agenzia era solita interporsi in “maniera scorretta” nelle procedure di vendita. Sia svolgendo un ruolo di intermediazione immobiliare, non consentito, sia utilizzando appositi stratagemmi come quello di fissare un incontro con l’Istituto Vendite Giudiziarie per visionare gli appartamenti. Ciò è consentito a chiunque voglia acquistare la casa, ma è vietato nella veste di agenzia immobiliare ovvero accompagnando la reale persona interessata all’acquisto e percependo poi un compenso per la relativa mediazione.

E’ emerso altresì che gli indagati, nonostante l’esito delle attività investigative e la notifica del rinvio a giudizio, a distanza di un anno hanno continuato nella loro attività illecita. Da qui l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari interdittive del divieto, per 12 mesi, sia di esercitare la professione di agenti immobiliari sia di pubblicizzare, sul sito della società, appartamenti oggetto di vendita mediante asta. In  una nota le Fiamme Gialle hanno diramato che:

“Questa ed altre operazioni vanno a tutela dei cittadini, in particolare di quella fascia di popolazione che, causa il mancato reperimento delle risorse finanziarie necessarie per corrispondere agli impegni assunti, ha dovuto porre in vendita la propria abitazione”.

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