Pietra Marazzi

A Montecastello trovati composti chimici Solvay nelle acque del pozzo dell’acquedotto

Il commento del sindaco Gianluca Penna.

A Montecastello trovati composti chimici Solvay nelle acque del pozzo dell’acquedotto
Torino, 24 Giugno 2020 ore 10:22

Gianluca Penna, il sindaco di Montecastello, ha comunicato ai propri concittadini che nelle acque del pozzo è stato trovato il PFAS, sostanza prodotta dalla Solvay nel polo chimico di Spinetta Marengo. Per questo motivo, a scopo puramente precauzionale, Amag ha provveduto alla sospensione immediata del prelievo dell’acqua al pozzo, collegandosi direttamente con il pozzo dell’aquedotto di Pietra Marazzi. Importante sottolineare che la sostanza non è stata trovata nelle acque dei rubinetti (non campionate) ma in quella del pozzo.

Il comunicato del sindaco

Scrive così il sindaco sul profilo Facebook del comune:

“Sono arrivati i risultati dei campioni prelevati recentemente. La notizia buona è che nel pozzo di Pietra Marazzi, da dove viene alimentato il nostro acquedotto da giovedì scorso, non si rileva la presenza di nessun tipo di PSAS. Per cui il nostro acquedotto è in sicurezza. La notizia meno buona è che i valori di PSAS nel nostro pozzo sono sempre significativi, per tale motivo, sempre a scopo precauzionale continueremo ad essere alimentati da Pietra. Con Arpa e Amag stiamo valutando le varie ipotesi future che vi comunicherò non appena possibile mediante un incontro pubblico, organizzato in sicurezza in relazione all’emergenza covid. Resto come sempre a disposizione per ogni chiarimento”.

Ieri il sindaco ha poi aggiunto:

“In sintesi durante la Conferenza dei servizi, tutti gli enti interessati hanno dato parere negativo all’ampliamento della produzione e utililizzo da parte di Solvay del cC6O4. Per tale motivo Solvay ha chiesto una sospensiva dell’istanza per mettere in atto le prescrizioni indicate. Nel pomeriggio incontro con Amag, Provincia Asl e ATO, per il nostro pozzo. Grazie ad Amag l’interconnessione con Pietra Marazzi e Alessandria garantirà l’approvvigionamento idrico. Dovremo però porre attenzione al consumo dell’acqua soprattutto in questi mesi estivi, per non mettere in crisi il sistema. Il nostro pozzo verrà monitorato con controlli ogni 15 giorni per capire se potrà essere riutilizzato nel futuro. Non appena avremo dati reali della situazione, verrà effettuato un incontro pubblico a cui parteciperanno tutti gli enti coinvolti. Grazie della vostra collaborazione.”

Il comunicato di Amag

Amag in un comunicato spiega che:

“È stata riscontrata la presenza di due PFAS, il C6O4 ad una concentrazione di 0,26 microgrammi per litro e il PFOA ad una concentrazione di 0,04 microgrammi per litro, nelle acque del pozzo che alimenta l’acquedotto del Comune Montecastello ad Alessandria. Il pozzo ubicato in sponda sinistra del fiume Tanaro emunge le acque dalla falda superficiale della piana alluvionale e la immette in rete dopo un trattamento di potabilizzazione. I campioni sono stati prelevati nel novembre scorso, al tempo dell’alluvione. Le analisi sono state inviate poco prima che scoppiasse l’emergenza Covid”.

Come ha affermato Alberto Maffiotti, dirigente Arpa Alessandria, il vero problema è che in Italia non c’è una norma con limiti sulla presenza di queste sostanze nell’acqua, solo il Veneto conduce una battaglia in merito. È un prodotto che esce dal polo chimico, è una loro sostanza brevettata, e quindi non può che uscire dal polo chimico e va nello scarico nel Bormida». L’alluvione ha in qualche modo «trascinato» queste sostanze e lasciato che i terreni le assorbissero.

Non sono stati fatti campionamenti dall’acqua dei rubinetti, che potrebbero non essere state contaminate dalla sostanza.

(Immagine tratta da Wikipedia)

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