Aperta un'inchiesta

18enne suicida a Torino, s'indaga sugli haters: "Morte ai gay" su Instagram

Bullismo e omofobia le ipotesi avanzate dall'inchiesta coordinata dal pm Antonella Barbera, avvalorate anche dal vergognoso commento comparso nel profilo Instagram del 18enne.

Cronaca Moncalieri, 28 Giugno 2021 ore 10:12

La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta, al momento contro ignoti, per istigazione al suicidio a seguito della morte di Orlando Merenda, 18enne torinese che domenica 20 giugno 2021, a causa dell'omofobia e del bullismo subito per la sua omosessualità, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno tra la stazione di Lingotto e quella di Moncalieri. Un vergognoso odio che non si è placato neanche dopo il suo estremo gesto: nell'ultima foto sul suo profilo Instagram, tra i tanti messaggi di cordoglio, era infatti comparso il commento "Morte ai gay", successivamente rimosso.

IL VIDEOSERVIZIO:


Si è tolto la vita lanciandosi sotto un treno

Il dramma è avvenuto nel corso del primo pomeriggio di domenica 20 giugno 2021. Orlando Merenda, 18enne torinese, dopo aver pranzato con il padre e il fratello, verso le 14.30 è uscito di casa per compiere l'estremo gesto. Il giovane, che non ha lasciato nessun messaggio e nessun bigliettino di addio, si è tragicamente tolto la vita lanciandosi sotto un treno tra le stazioni di Lingotto e Moncalieri.

Preso di mira perché omosessuale

Alla base dell'atto suicida si ipotizzerebbe il bullismo e l'omofobia di cui Orlando era bersagliato. Il fratello Mario ha infatti spiegato che, soprattutto nell'ultimo periodo, il 18enne gli aveva confessato di aver paura di alcune persone, senza dare nomi nello specifico, che avevano messo in dubbio la sua omosessualità. Anche gli amici più vicini hanno raccontato che il giovane si era chiuso in sé stesso. Una situazione di bullismo che era stata denunciata dallo stesso Orlando tramite un video dello scorso marzo postato sul suo profilo Instagram, nel quale aveva scritto: "Il problema delle menti chiuse è che hanno la bocca aperta".

IL VIDEO:

 

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La Procura di Torino indaga per bullismo e omofobia

Profilo Instagram il suo che è stato teatro di odio anche nei giorni seguenti alla tragedia. Sotto all'ultima foto pubblicata da Orlando erano comparsi anche insulti e messaggi di odio tra cui il più emblematico "Morte ai gay", poi prontamente segnalato e rimosso.

Un'indizio quest'ultimo che ha portato la Procura di Torino ad aprire un'indagine per istigazione al suicidio: bullismo e omofobia le ipotesi avanzate dall'inchiesta coordinata dal pm Antonella Barbera. Gli agenti della polizia ferroviaria hanno acquisito i messaggi e sono andati a parlare con gli insegnanti dell'istituto professionale che il giovane frequentava per diventare barman e cameriere, con i compagni di classe, gli amici.

La madre vuole giustizia: "Mio figlio era oppresso"

La madre di Orlando, Anna Screnci, invoca giustizia per un figlio che descrive dal carattere fragile, che non sapeva dire di no, amico di tutti che ritiene plagiato, ingannato, deriso e umiliato.

Come riferito al Corriere della Sera, la madre ha dichiarato che suo figlio non era depresso, ma oppresso: qualcuno lo aveva preso di mira e lo aveva bullizzato fino a condurlo al suicidio. Una tragica storia per la quale la madre di Orlando vuole andare fino in fondo per trovare tutti i possibili colpevoli di tale gesto.

"Approvate il Ddl Zan"

Sulla vicenda si è espresso l'assessore ai Diritti della Città di Torino, Marco Giusta, il quale, è intervenuto sottolineando come, al fine di portare un vero cambiamento, è necessario, ora più che mai, approvare il Ddl Zan:

"Il bullismo, di qualunque forma, è una piaga della nostra società. La mia vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore. Nulla potrà colmare il vuoto che Orlando ha lasciato, ma che questo ci serva come monito per dire mai più. Abbiamo ora una possibilità importante per cambiare le cose, e mi rivolgo ai senatori e alle senatrici: approvate il Ddl Zan. Sostenete un cambiamento che possa iniziare dalle scuole, perché diventino un luogo sicuro dove le nuove generazioni possano formarsi senza la paura di essere se stesse e se stessi".