Si sono auto-tassati

Vigile anti racket "abbandonato" dal Comando, lo aiutano i colleghi

L'agente ha combattuto l'abusivismo fra i banchi di Porta Palazzo, ha denunciato le illegalità e rischia di doversi pagare le spese processuali.

Vigile anti racket "abbandonato" dal Comando, lo aiutano i colleghi
Attualità Torino, 22 Giugno 2021 ore 17:09

Solidarietà dai colleghi, che si sono auto-tassati per aiutare il vigile anti-racket, ma disinteresse da parte delle Istituzioni. Sotto accusa il comportamento un po'... superficiale del Comando dei "cìvich" e dell'assessore alla Polizia Municipale che non hanno preso posizione in una delicata quanto intricata vicenda legal-giudiziaria.

Al mercato di Porta Palazzo

Cos'è successo: un vigile (G.V. le sue iniziali) che era di servizio settimanalmente al grande mercato di Porta Palazzo si era accorto che c'era un soggetto solito amministrare lo smontaggio dei banchi pur non avendone alcun diritto né autorizzazione. Il sospetto era che l'uomo, non certo un lord in termini di modi, potesse trarre benefici (anche economici) dal suo lavoro svolto quasi in monopolio. Il vigile, dopo vari diverbi e scontri con questo abusivo, ha deciso di rivolgersi a un avvocato per tutelarsi. La denuncia segnalava come possibili reati l'oltraggio e le minacce a Pubblico Ufficiale. Nel 2018 il procedimento è stato archiviato. Ciò vuol dire che, secondo la Magistratura, non c'erano gli estremi per perseguire il querelato. In seguito però, dopo un'operazione della Polizia, il "gestore" dello smontaggio-banchi è stato condannato ed è agli arresti domiciliari.

Un ricorso da 5.000 euro

La denuncia del "cìvich" quindi torna di attualità: lui ricorre contro l'archiviazione della sua querela e vuole andare fino in fondo. Ma. C'è questo "ma" che getta un'altra luce sull'intera vicenda. Il Comando della Polizia Municipale (e quindi il Comune in senso lato) non accetta di patrocinare il proprio dipendente, che rimane solo: nessuno si costituisce parte civile. E c'è di più. A torta finita il ricorso costa circa 5.000 euro, soldi che l'ente pubblico non ha intenzione di sborsare. Il probo agente dunque dovrà pagarsi pure le spese. Ecco però che entra in gioco la solidarietà gratuita dei colleghi: molti di loro si sono auto-tassati di 50 euro ciascuno per contribuire. Forse l'unico risvolto positivo in tutta questa vicenda del vigile anti-racket abbandonato dalle Istituzioni.

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