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Un milione in più per finanziare nuove leggi: il Consiglio regionale approva il Ddl 133

Via libera allo stanziamento da 2 milioni nel biennio 2026-2027

Un milione in più per finanziare nuove leggi: il Consiglio regionale approva il Ddl 133

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il Ddl 133, il provvedimento che aumenta le risorse destinate al finanziamento delle nuove leggi regionali. Il testo è passato con 29 voti favorevoli e 18 non partecipanti al voto.

La misura prevede uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro nel biennio 2026-2027, con un incremento di 500 mila euro all’anno per le spese correnti e di altri 500 mila euro all’anno per gli investimenti. L’obiettivo è rafforzare il cosiddetto Fondo nuove leggi, garantendo una copertura finanziaria alle proposte normative approvate dal Consiglio regionale.

Le coperture previste

Per il 2026 le risorse saranno coperte attraverso rimborsi da amministrazioni pubbliche, mentre per il 2027 si farà ricorso al fondo di riserva regionale.

Il provvedimento chiarisce inoltre la copertura economica della legge sul contrassegno unico ZTL per gli agenti di commercio, altro tema collegato alla necessità di garantire risorse certe alle norme approvate dall’assemblea regionale.

Magliano: “Il Fondo nuove leggi non era sufficientemente capiente”

In apertura del dibattito, il relatore di maggioranza Silvio Magliano della Lista Cirio ha spiegato le ragioni del provvedimento, sottolineando che il Fondo nuove leggi non era sufficientemente capiente per sostenere l’attività legislativa del Consiglio.

Secondo Magliano, il Ddl punta a garantire una copertura economica alle nuove leggi presentate sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, evitando che proposte già discusse o approvate restino prive delle risorse necessarie per essere attuate.

Anche la relatrice di maggioranza Debora Biglia di Forza Italia ha difeso il testo, definendolo uno strumento importante per sostenere l’attività legislativa nell’interesse dei cittadini.

Le critiche delle opposizioni

Dai banchi della minoranza sono però arrivate diverse perplessità. Alice Ravinale di Avs ha giudicato troppo esiguo il budget previsto dal provvedimento, osservando che nel triennio le proposte di legge potranno contare su finanziamenti limitati a circa un milione di euro all’anno.

Secondo Ravinale, risorse così contenute rischiano di impoverire soprattutto l’attività legislativa delle opposizioni, rendendo più difficile trasformare le proposte in leggi concretamente finanziabili.

Critico anche il relatore di minoranza Fabio Isnardi del Pd, che ha richiamato la situazione complessa del bilancio regionale e ha evidenziato l’assenza di una copertura finanziaria per il 2028. Per Isnardi sarebbe stata necessaria almeno una programmazione su base triennale, così da dare maggiore stabilità al fondo.

Approvati i tre articoli del Ddl

Conclusa la discussione generale, il Consiglio regionale è passato all’esame dell’articolato. I tre articoli del Ddl sono stati approvati, confermando l’impianto del provvedimento e lo stanziamento previsto per il biennio 2026-2027.

Nel dibattito finale, Carlo Riva Vercellotti di Fratelli d’Italia ha definito il testo un primo impegno concreto della Giunta. Il consigliere ha ricordato anche un precedente ordine del giorno con cui era stata chiesta un’iniziativa a sostegno delle nuove leggi del Consiglio regionale.

Il Pd non partecipa al voto

La capogruppo del Partito Democratico Gianna Pentenero ha annunciato la non partecipazione al voto del gruppo Pd. Secondo Pentenero, il Ddl non affronta il tema delle nuove leggi con la necessaria dignità istituzionale e mette a disposizione risorse giudicate insignificanti rispetto alle esigenze reali dell’assemblea legislativa.

Per la minoranza, dunque, il problema non è soltanto tecnico-contabile, ma anche politico: senza fondi adeguati, il potere di iniziativa legislativa del Consiglio rischia di restare limitato.

La replica della maggioranza

Magliano ha annunciato il voto favorevole della maggioranza, sostenendo che anche in passato leggi innovative sono nate con risorse limitate. Per il relatore, lo stanziamento approvato rappresenta comunque un primo passo, da consolidare eventualmente nei prossimi esercizi di bilancio.

In chiusura, Fabrizio Ricca della Lega ha replicato alle critiche dell’opposizione, sostenendo che chi sceglie di non votare il provvedimento non possa poi lamentare la mancanza di risorse o beneficiare di leggi che non ha sostenuto.

Il nodo delle risorse per l’attività legislativa

Il voto sul Ddl 133 riapre così il tema del rapporto tra attività legislativa e disponibilità finanziarie. Da un lato, la maggioranza rivendica l’intervento come un segnale concreto per dare copertura alle nuove norme regionali. Dall’altro, le opposizioni giudicano lo stanziamento insufficiente e chiedono una programmazione più ampia.

Il provvedimento approvato porta intanto il Fondo nuove leggi a 2 milioni di euro nel biennio 2026-2027, ma il confronto politico resta aperto: per garantire piena efficacia all’attività del Consiglio regionale, il tema delle risorse continuerà a essere uno dei punti centrali del dibattito sul bilancio piemontese