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Si rivedono 66 anni dopo la laurea: a riunire gli ex studenti di Medicina il tributo al professore Rodolfo Amprino

All'Università Amprino, partigiano, nascose documenti della Resistenza: fatti che probabilmente incisero sulla sua carriera nell'amata Torino

Si rivedono 66 anni dopo la laurea: a riunire gli ex studenti di Medicina il tributo al professore Rodolfo Amprino
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Elegante, austero, quasi sacrale mentre pronuncia il suo aforisma più caro: "chi più sa, più vede". Se lo ricorda così il suo ex studente, lo psichiatra Annibale Crosignani. Ad ascoltarlo ci sono i suoi ex compagni, laureati insieme a lui nel 1958, che lo osservano con gli stessi occhi che non hanno mai smesso di essere curiosi e aperti verso il mondo come voleva il loro amato professore Rodolfo Amprino (Torino, 5 gennaio 1912 – Torino, 21 agosto 2007).

Chi era Rodolfo Amprino

L'occasione di rincontrarsi nella storica aula di Anatomia dell'Università di Torino, in corso Massimo d'Azeglio la dà il tributo al loro maestro, docente di Istologia, figura amatissima per il suo modo di far appassionare gli studenti alle meraviglie del corpo umano, ma anche per il suo impegno nella Resistenza.

Amprino è stato un medico italiano, ricercatore nei campi dell'isto-fisiologia, dell'embriologia e dell'anatomia microscopica, noto principalmente per i suoi contributi nello studio sull'accrescimento e sulla senescenza di tessuti e di organi, sul significato funzionale della struttura e del rimodellamento del tessuto osseo, che portarono a importanti scoperte nell'ambito delle malattie metaboliche dell'osso.

Rodolfo Amprino

Rigoroso e giusto era allievo prediletto di Giuseppe Levi: non gli succedette - commentò Levi - per la malvagità dei professori torinesi. All'Università Amprino, partigiano, nascose documenti della Resistenza: fatti che probabilmente incisero sulla sua carriera nell'amata Torino, che lasciò per Bari.

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La targa scoperta dal nipote

Mai fu dimenticato però dai suoi allievi di Torino che ieri, alla presenza del nipote, hanno scoperto una targa in sua memoria. Gli studenti a distanza di 66 anni ancora ricordano gli insegnamenti di vita del loro professore che pensava che il corpo umano fosse bellissimo "un creato meraviglioso" e amava ripetere:

Dovete restare studenti per la vita

Oggi più che mai ci sembra una preziosa verità, un'eredità anche per chi non ha avuto il privilegio di conoscerlo.

A Firenze la "rimaturità"per 207 ex studenti

E a proposito di tuffi nel passato, rimpatriate ed esami che non finiscono mai, è un evento unico, mai organizzato e realizzato prima d'ora in tutta Italia, quello che racconta il portale Prima Firenze. Al Liceo Galileo di Firenze va in scena oggi, martedì 14 maggio 2024, la prima edizione della "Rimaturità". Alle 17 nella sede storica della scuola in via Martelli, ben 207 ex studenti torneranno tra i banchi di scuola per cimentarsi nella prova forse più complicate della vita liceale: la temutissima versione di latino.

Due livelli di prova

A disposizione due ore di tempo per consegnare la traduzione e come al solito sul banco potrà esserci solo il dizionario accompagnato da due fogli protocollo timbrati dalla scuola, e una penna nera. A partecipare volontariamente saranno 85 donne e 58 uomini, di cui del totale in 51 hanno scelto la prova "competitiva" mentre 156 si cimenteranno nella "non competitiva". Chi ha scelto il primo livello non avrà un voto alla prova e saranno gli allievi attualmente in corso ad effettuare la correzione. Per chi invece ha scelto il livello avanzato, la correzione sarà fatta dai professori del liceo, anche loro volontari e coinvolti nella realizzazione.

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