TORINO

Ospedale Pellerina, ambientalisti contro la giunta Lo Russo

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Ferma restando la necessità di un ospedale, risulta poco comprensibile il processo decisionale che ha portato alla scelta dell’area"

Ospedale Pellerina, ambientalisti contro la giunta Lo Russo
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Giornata complicata quella di ieri (mercoledì 15 marzo 2023) per il Comune di Torino e in particolare per la giunta Lo Russo. L'idea di fare il nuovo ospedale della zona nord del capoluogo, non piace a tanti cittadini e soprattutto al mondo dell'ambientalismo torinese che chiede a gran voce di recuperare le aree abbandonate senza toccare il parco della Pellerina, polmone verde essenziale per i cittadini.

La protesta

Nel pomeriggio di ieri, durante la commissione comunale, tra le più accese di sempre, si è tenuta una protesta con diversi striscioni davanti alla sede del Comune da parte dei comitati e degli ambientalisti che, come dicevamo, si battono per tutelare le aree verdi della città.

I dubbi

L’area giostrai individuata per la costruzione del nuovo ospedale lascia spazio a dubbi sia per le caratteristiche della stessa che sul percorso che ha portato all’individuazione della stessa.

L’area individuata ha un’estensione di 56.000 m2 di terra battuta, è un terreno vergine destinato dal piano regolatore ad ampliamento del parco della Pellerina. Nelle previsioni dei progettisti l’ospedale richiede fino ad 80.000 m2.

Le aree mancanti

Le aree mancanti per il completamento del complesso ospedaliero e dei suoi servizi ammonterebbe dunque ad un minimo di 13.000 m2 ad un massimo di 24.000 m2, a seconda se si sceglierà lo sviluppo orizzontale o verticale della struttura, che saranno sottratti alla parte già esistente del parco. Ad oggi inoltre il servizio di Trasporto Pubblico non pare adeguato alla localizzazione di un grande attrattore di pubblico. L’inevitabile aumento del traffico privato porterebbe ad un forte deterioramento della qualità dell'aria del parco esistente, attualmente il più grande parco della città e grande polmone verde di una città che, ricordiamo, sta nelle primissime posizioni di tutte le classifiche nazionali per le città più inquinate del Paese. Ricordiamo inoltre che il Comune di Torino ha deliberato su più atti l'impegno a non consumare suolo permeabile, salvo derogare ad ogni occasione di scelta.

Infine resta in bianco il capitolo compensazioni: ad oggi non si sa come dove e quanto verrà fatto per pareggiare il consumo di suolo e senza chiari e precisi impegni, già inclusi nelle previsioni di spesa, si rischiano interventi minimi insufficienti o del tutto assenti.

Oltre alle questioni di merito, lascia perplesso il metodo: non risultano chiare le valutazioni ed i principi che hanno portato ad escludere altre aree. Al fine di escludere tecnicamente altre aree prese in esame (ad esempio quella dell’ex Thyssen Krupp) si è utilizzata l’esondabilità della zona, caratteristica però comune all’”area Giostrai”.

“Torino ha bisogno di un nuovo ospedale. Questo è fuor di dubbio - dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – E’ però necessario individuare una zona che garantisca pienamente la tutela del patrimonio ambientale, delle aree verdi e che abbia un impatto il più contenuto possibile. Un’area individuata al termine di un percorso di condivisione con stakeholder e cittadinanza. L’area della Pellerina ha criticità comuni a quelle di altre zone prese in esame, francamente fatichiamo a capire quali siano state le valutazioni fatte e riscontriamo una scarsa trasparenza del processo decisionale che ha portato ad essa”.

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