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Pian del Colle (1.440 m)

Morso da una vipera: arriva l’elisoccorso per il trasporto d’urgenza in ospedale

L'uomo stava effettuando un'escursione montana senza particolari rischi. Le abitudini del rettile; cosa fare se si viene attaccati.

Morso da una vipera: arriva l’elisoccorso per il trasporto d’urgenza in ospedale
Attualità Torino, 26 Aprile 2021 ore 11:33

Morso da una vipera, arriva l’elisoccorso per il ricovero in ospedale. Brutta avventura per un escursionista che ieri, 25 aprile 2021, aveva deciso di trascorrere una giornata camminando fra alpeggi e montagne: l’inatteso quanto improvviso incontro con una vipera ha rovinato la gita a lui e a chi si trovava insieme a lui. Tutto è accaduto in località Pian del Colle, ad un’altezza di 1.440 metri sul livello del mare, nel Comune di Bardonecchia.

Neanche tanto in alto, quindi: non è che il malcapitato si sia spinto fin chissà dove, magari mettendosi a repentaglio. Si è trattato di una passeggiata modello “sgambàta” come quelle che possono venire in mente a chiunque. Ma il pericolo, strisciante in questo caso, era in agguato. La vipera spaventata per la vicinanza, o magari inavvertitamente urtata dall’uomo, ha risposto nel modo che la Natura le ha insegnato: un morso forte, deciso, velenoso per difendersi.

Il morso più doloroso

Per chi non lo sapesse, chi ha subìto l’attacco di una vipera ha le idee chiare in proposito: si tratta del morso più doloroso mai sperimentato. C’è anche da dire che, per quanto sia abbastanza comune l’incontro con le vipere sulle montagne del Nord Italia, l’atteggiamento di questi rettili è quantomai remissivo: preferiscono mille volte allontanarsi e scappare piuttosto che mordere. Si tratta insomma di serpi fugaci, che si nascondono ed evitano l’uomo al minimo accenno di avvicinamento. Le vipere, inoltre, sono sorde quindi percepiscono l’arrivo di qualcuno tramite il tremolìo del terreno. Anche le onde sonore, rimbalzando per terra, producono piccoli rintocchi che la vipera può avvertire. Ecco perché in montagna è sempre bene battere a terra con un bastone, oppure parlare a voce alta, oppure ancora fischiettare e fare passi pesanti. In ogni caso, l’incontro ravvicinato con la vipera è da temere soprattutto quando entrambi (sia l’uomo che il serpente) non si accorgono l’uno dell’altro. Distrazione e inavvertenza sono alla base del 90% dei morsi registrati.

Adorano il sole, occhio!

La vipera adora il sole, quindi è più facile incontrarla nelle ore calde. Mettersi a prendere la tintarella sdraiati, senza salvietta, magari vicino a una pietraia è sconsigliabile. Così come è da evitare togliersi indumenti e appoggiarli nel prato: prima di riprenderli sarà meglio dare una smossa col bastone e sbatterli per bene. Va anche detto che essere morsi da una vipera non è una condanna a morte: per fortuna, oltre ad essere timida e fugace, la viperidae ha un veleno che uccide alla svelta solo prede piccole. Un uomo, del peso indicativamente di 75 – 80 chili, ha circa quattro ore di margine prima di essere a rischio della vita. Comunque la corsa in ospedale è ovviamente d’obbligo: lì sarà sufficiente un siero antidoto iniettato al paziente per poterlo considerare fuori pericolo. Evitata la morte, però, non è tutto finito: l’arto farà molto male per settimane e la cicatrice del morso resterà ben visibile per anni.

Infine, qualche indicazione di base se si viene morsi da una vipera: non agitarsi; legare e bloccare l’arto colpito per rallentare la circolazione del sangue infetto; mettersi sulla via del ritorno con calma e senza affannarsi; allertare prima possibile il 112.