Vita da "Vip"

Mille Miglia in salsa torinese: John Elkann partecipa alla corsa storica

Il rampollo più rampante di Casa Agnelli alla splendida rievocazione storica della corsa su auto d'epoca.

Mille Miglia in salsa torinese: John Elkann partecipa alla corsa storica
Attualità Torino, 17 Giugno 2021 ore 10:32

Un pezzo della tradizione motoristica torinese alla prestigiosa Mille Miglia, la splendida corsa automobilistica di regolarità riservata alle auto storiche.

Allo start ci sarà anche Lapo Elkann. Il presidente di Stellantis, della Ferrari e del gruppo editoriale "Gedi Spa" che controlla importanti canali radiofonici (Deejay, Capital, M2O) e prestigiosi giornali (Repubblica, La Stampa, l'Espresso) si toglie quindi lo sfizio di partecipare alla competizione dei vip. Sono moltissimi, oltre ad Elkann, i personaggi del jet-set che corrono quest'anno. Tanto per fare un paio di nomi: Patrizio Bertelli (patròn del Gruppo Prada nonché marito di Miuccia Prada); Bernard van Oranje-Nassau (principe di Svezia). Tornando alla sfumatura torinese di questa fantastica corsa, Elkann (che sarà nell'abitacolo con la moglie Lavinia Borromeo) guiderà una Alfa Romeo 1900 C Super Sprint. Sarà una specie di... Mille Miglia in salsa torinese dunque ? Staremo a vedere.

Comunque Stellantis tenta il doppio colpo: ad aprire la competizione sarà infatti l’Alfa Romeo Sport Spider del 1954 contraddistinta dal numero 1000: driver d’eccezione Roberto Giolito, top-manager del gruppo che unisce Fca-Chrisler e Peugeot, che sarà affiancato dalla simpatica conduttrice televisiva Camila Raznovich. Qualche curiosità che fa sempre piacere spulciare in argomento: partecipa anche Gianni Morandi quest'anno, ma non è il "vero" Gianni Morandi: si tratta di un omonimo del cantante, che fa l'imprenditore a Siena e guida una OM Superba del 1929.

E poi, cosa si vince: va detto subito chiaro che sono esclusi premi in denaro. Quindi, oltre alla gloria (tanta, tantissima ma come ben si sa... gratuita) il vincitore potrà portarsi a casa l'esatta riproduzione in argento della coppa che vincevano gli equipaggi delle prime edizioni. Quantificarne il valore non è possibile, e forse non sarebbe neanche giusto, anche perché chi vince un trofeo così non vuole poi certo rivenderlo per incassare soldi cash.