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OCCUPAZIONE

La Mopar di Rivalta di Torino non rinnova il contratto a oltre 100 lavoratori

I torinesi stanno chiedendo alle classi dirigenti ad ogni livello di occuparsi del lavoro che manca, dei giovani che non trovano un impiego.

La Mopar di Rivalta di Torino non rinnova il contratto a oltre 100 lavoratori
Attualità Torino, 01 Ottobre 2021 ore 17:15

La FIOM-CGIL di Torino rende noto che la Mopar di Rivalta, società del gruppo Stellantis che si occupa del magazzino ricambi, non ha rinnovato il contratto a oltre 100 lavoratori interinali che lavoravano nello stabilimento da circa un anno.

Due settimane di cassa integrazione

Inoltre, la Maserati di Grugliasco e le Presse di Mirafiori hanno comunicato per il mese di ottobre due settimane di cassa integrazione per tutti i loro addetti, mentre alle ex Meccaniche di Mirafiori le settimane richieste ad ottobre saranno addirittura tre. In tutto, i lavoratori collocati in cassa integrazione ammontano a 2.615.

Edi Lazzi segretario generale della FIOM-CGIL di Torino dichiara:

«La situazione di incertezza sul futuro del settore auto e del tessuto produttivo nella nostra città continua imperterrita. Come volevasi dimostrare l’utilizzo della cassa integrazione negli stabilimenti Stellantis non cessa e per giunta oltre 100 interinali sono stati lasciati a casa. Per quanto ci riguarda sono dei veri e propri licenziamenti che abbassano ulteriormente l’occupazione cittadina. Stellantis non chiarisce ancora quale piano abbia per il futuro produttivo per il nostro territorio, il Governo nazionale non chiede un incontro a Tavares per un progetto finalizzato a portare nuove produzioni. A livello cittadino nel corso di questa campagna elettorale per l’elezione del Sindaco non si è quasi mai parlato del gruppo Stellantis e di Mirafiori quando invece dovevano essere il fulcro della campagna elettorale, della discussione su cosa fare per rilanciare fattivamente e non in modo velleitario l’economia cittadina. I torinesi stanno chiedendo alle classi dirigenti ad ogni livello di occuparsi del lavoro che manca, dei giovani che non trovano un impiego, di coloro che sono licenziati e non trovano un’altra occupazione».

Villanova d’Asti, Util: rottura delle trattative sugli esuberi.

Anche a Villanova d'Asti il fronte del lavoro si fa sempre più complicato. Non sono bastati, infatti, due giorni di confronto tra la dirigenza Util e gli esponenti delle sigle sindacali FIM CISL e FIOM CGIL all’Unione Industriale di Asti per raggiungere un accordo sulla gestione degli esuberi dichiarati dall’azienda UTIL e il piano industriale, ritenuto insoddisfacente dai lavoratori.

Mercoledì, durante la quale i vertici aziendali si erano detti disponibili ad utilizzare ancora un anno di ammortizzatori sociali e a stabilire un piano di mobilità volontaria (con incentivi economici) valido fino al settembre 2022, facendo scendere così il numero degli esuberi da 90 a 60. Dalla Util, però, è arrivata la disponibilità a dialogare con i sindacati per gestire la fase successiva alla scadenza del primo anno di ammortizzatori sociali.