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La conta dei danni a Palazzo Nuovo dopo l'occupazione da parte dell'Intifada studentesca

L'Università ha riaperto ieri, 1°luglio 2024, ma per esami e lauree in sede bisognerà aspettare ancora qualche settimana

La conta dei danni a Palazzo Nuovo dopo l'occupazione da parte dell'Intifada studentesca
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Palazzo Nuovo, principale sede delle discipline umanistiche dell'Università di Torino, ha riaperto ufficialmente ieri, 1°luglio 2024, nonostante i lavori di pulizia post occupazione non siano proprio ancora del tutto terminati.

Danni, murales e scritte: lo strascico dell'occupazione

Già, perché i 40 giorni di occupazione dei Pro Palestina hanno lasciato quale strascico tra danni, murales e scritte. Nulla che abbia particolarmente stupito il rettore Stefano Geuna che alla stampa durante un sopralluogo ha dichiarato:

Abbiamo trovato quello che ci aspettavamo, la parte importate del lavoro è stata la ritinteggiatura, la pulizia dei muri e la pulizia all'interno dell'edifici, per fortuna è stato possibile lavare molti graffiti senza dover ritinteggiare

Tinteggiatura a parte ci sono poi anche dei danni minori che riguardano più che altro infissi e nottolini, nulla di che, il problema è che sommando tutto quanto la cifra è abbastanza alta.

Un momento della passata occupazione a Palazzo Nuovo

Aria di normalità a Palazzo Nuovo

Intanto però all'Università si torna a respirare aria di normalità con gli uffici e le biblioteche aperte, per fare un esame in sede però c'è ancora da aspettare, così come per le lauree.

Ma se a Palazzo Nuovo il capitolo occupazione sembra definitivamente chiuso, al Politecnico (anche se parziale) l'occupazione continua con la stessa richiesta di sempre ovvero che venga data applicazione a una recente mozione approvata a maggioranza dallo stesso consiglio sul boicottaggio accademico nei confronti di Israele.

 

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