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Il Sindaco Lo Russo a Piazza Pulita per Askatasuna: “Se porto mio figlio allo stadio e gli ultras picchiano i poliziotti, di chi sono le responsabilità?”

Intervistato da Corrado Formigli, il sindaco di Torino si è detto perplesso riguardo ad una certa lettura che connette chi è andato a manifestare pacificamente a chi invece aveva ben altre intenzioni

Il Sindaco Lo Russo a Piazza Pulita per Askatasuna: “Se porto mio figlio allo stadio e gli ultras picchiano i poliziotti, di chi sono le responsabilità?”

Ieri sera, 6 febbraio 2026, nella trasmissione di Piazza Pulita in onda su La7, il sindaco Stefano Lo Russo è stato intervistato dal giornalista Corrado Formigli riguardo alla manifestazione pro Askatasuna del 31 gennaio.

L’intervista al sindaco Lo Russo

Tra le prime cose, Formigli chiede al primo cittadino se, per quanto riguarda l’esito drammatico del corteo, non ci fosse già una certa consapevolezza a Torino.

Lo Russo risponde parlando di una città violentata e di immagini che hanno costruito una condizione di grande tensione già presente, ma sottolinea la sua perplessità riguardo alle responsabilità e a una lettura dei fatti che collega automaticamente chi scende in piazza a chi commette violenza. Il primo cittadino di Torino risponde quindi con un esempio:

“Le faccio un esempio: porto mio figlio allo stadio, ci mettiamo in tribuna e guardo la partita con la sciarpa al collo, in curva però gli ultras iniziano a picchiare i poliziotti, che lettura dobbiamo dare? Io che sono andato allo stadio sto coprendo le violenze? Penso di no, la soluzione quale può essere? Chiudo lo stadio? Penso di no. Uno Stato deve garantire a me di andare allo stadio con mio figlio e deve colpire chi picchia un poliziotto. Senza alcuna esitazione.”

A questo punto Formigli incalza Lo Russo chiedendo: “Ma non si poteva fare di più dal punto di vista dell’ordine pubblico?” Il sindaco afferma:

“Non è competenza del sindaco entrare nel merito di come e stato preparato e gestito l’ordine pubblico sabato a Torino. Quello che posso dire è che abbiamo visto decine di migliaia di persone sfilare pacificamente, erano tre i cortei che si sono mossi in città mentre io ero nella centrale della polizia locale. Non c’era una scritta su un muro. Ad un certo punto in prossimità del centro sociale si sono sganciati centinaia di teppisti vestiti di nero andando contro le forze dell’ordine. Il corpo del corteo è rimasto indietro non ha partecipato alla violenza. Oggettivamente, questo lo devo dire, io ho partecipato a qualche riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica come sindaco e c’era la piena consapevolezza che sarebbero potute arrivare persone da fuori con intenti molto violenti.”

Il giornalista arriva al punto cruciale, ovvero lo sgombero di Askatasuna e chiede: “Lei ha cercato di mediare tenendo aperto il centro sociale, cosa non ha funzionato?” Lo Russo risponde:

“Abbiamo provato, dopo 30 anni di occupazione illegale, attraverso il regolamento dei Beni comuni della città, di portare nel novero della legalità quel posto. Hanno violato il patto e hanno fatto un favore enorme alla destra. Mi dispiace del fallimento del percorso, ma il dato di fatto è che l’equivalenza sgomberiamo Askatasuna per ottenere più sicurezza non si è verificato.”

Infine, Formigli chiede se il nuovo decreto sicurezza lo fa sentire più sicuro come sindaco di una grande città, Stefano Lo Russo risponde senza esitazione:

“No, ho sentito le parole del ministro Piantedosi in Parlamento e mi preoccupano. Siamo sotto organico di forze di polizia, chi è in servizio ha un forte carico. A Torino la questura ha circa 200 agenti in meno: significa almeno dieci volanti a turno che non ci sono”.

Un quadro che, secondo il primo cittadino, si scontra con l’aumento dei reati registrato negli ultimi tre anni, tra furti, rapine e violenze.
Sarebbero questi gli elementi, secondo Lo Russo, su cui ragionare con il ministro dell’interno in maniera costruttiva.

La puntata completa è disponibile qui: https://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/piazzapulita-06-02-2026-631690

 

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