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I tre migliori sushi a Torino e provincia secondo la nuova guida del Gambero Rosso

Due ristoranti nel capoluogo e uno ad Avigliana, sono queste le insegne torinesi citate nella celebre Guida Sushi 2025

I tre migliori sushi a Torino e provincia secondo la nuova guida del Gambero Rosso
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Sushi: combinazione perfetta tra le parole “su” (aceto) e “meshi” (riso), arte antica che ha conquistato i palati di tutto il mondo e che torna a essere celebrata da Gambero Rosso nella nuova edizione della Guida Sushi 2025. Tra le 223 insegne recensite, ce ne sono 14 del Piemonte e tre, in particolare, della provincia di Torino: ecco di quali si tratta.

Guida Sushi 2025 del Gambero Rosso

Un ritorno atteso da tutti gli amanti della cucina giapponese, dopo l’esordio nel 2021 e la pausa in questi anni di trasformazione dei ristoranti nipponici in Italia anche a causa della pandemia da Covid-19.

Tra sushi bar, insegne fusion, fine dining, osterie, take-away e delivery, la Guida del Gambero Rosso interpreta questo nuovo scenario con una selezione accurata dei migliori luoghi dove gustare il cibo giapponese più famoso al mondo: 223 indirizzi di insegne che hanno investito in qualità e innovazione, tra sapori autentici, ma anche contaminazioni più moderne, per un cibo sempre più popolare che continua ad attirare nuovi consumatori.

“In questo volume ci sono tante storie di amore per la cultura nipponica, storie di giapponesi che hanno voluto trasmettere al nostro Paese la grande eredità gastronomica di cui sono testimoni e storie di italiani, folgorati dal fascino della cucina del Sol Levante - spiega Pina Sozio, curatrice della Guida - La nostra selezione cerca di evidenziare le esperienze di eccellenza incentrate intorno al sushi”.

Le Tre Bacchette

Sono 32 le eccellenze che offrono le migliori proposte di sushi lungo tutto lo stivale: la maggior parte si concentra a Milano, da sempre città aperta alle influenze internazionali e oggi capitale della cucina giapponese in Italia, una delle prime città nel nostro Paese ad aver accolto i primi ristoranti.

Si rivelano una grande sorpresa, invece, regioni come la Puglia e la Campania, più legate alle tradizioni mediterranee e che invece hanno assistito negli ultimi anni a un incremento significativo di ristoranti che offrono specialità giapponesi, spesso reinterpretate con un tocco locale. Assente il Molise.
Ed il Piemonte? Come dicevamo, sono tre le eccellenze a massimo punteggio, due a Torino e una nella sua provincia, ad Avigliana, mentre nell’intera regione sono 14 le insegne che hanno meritato l’ingresso in guida.

Kensho in via dei Mercanti 16 a Torino

Da anni l'insegna si posiziona ai massimi livelli della ristorazione giapponese a Torino. Merito di Max Chiesa, che, appassionato conoscitore delle culture orientali, ha creato un indirizzo intimo e raffinato, dove la grande qualità delle materie prime si abbina alla precisione nell'esecuzione dei piatti e alla professionalità del servizio. L'ultima svolta è un ritorno verso la tradizione giapponese accantonando le tendenze fusion che caratterizzano sempre più questo settore della ristorazione.

Si sceglie fra un tasting menu di 7 portate, l'Omakase Experience (a 120 euro): piena fiducia negli chef, con possibilità di personalizzare il percorso con la degustazione di Wagyu Miyabi. L'altro menu, il Gingko (5 portate a 95 euro), è un bel percorso fra usuzukuri (carpaccio di orata), omakase nigiri, ramen e la cotton cake, nuovo ed etereo dessert. Altri percorsi tematici sono sul tema del tonno rosso del Mediterraneo e sulla carne di Wagyu. Fra i nuovi piatti, da segnalare il tonkatsu di maialino da latte e il goloso Wagyu Sando.

Non mancano esperienze centrate sui crudi, con ottimi sashimi e nigiri. L'abbinamento - che siano con vini, bollicine o sake - è di altissimo livello, come pure il servizio di delivery.

 

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Wasabi in corso Ferrucci 72 a Torino

La storica insegna, fra le prime a portare la cultura giapponese a Torino, si ripresenta rinnovata sotto la guida di Masanori Tezuka e della sua squadra, già apprezzati in un altro ristorante cittadino, il Miyabi (temporaneamente chiuso).

Nell'intimo locale si viene accolti con discrezione e cortesia, c'è anche la possibilità di mangiare sul tatami. Tezuka propone una cucina giapponese tradizionale, puntando sulla stagionalità dei prodotti e sulla qualità della materia prima. Ne sono un esempio la ventresca di tonno rosso, le capesante di Hokkaido o il morone che arriva solo in determinati periodi dell'anno dalle acque di Corsica e Sardegna.

Le declinazioni del sushi si fanno, quindi, apprezzare per la freschezza degli ingredienti. Per le verdure si punta su produttori locali che si dedicano alle colture specifiche per la cucina giapponese. A tavola, con l'Omakase menu di 7 o 9 portate ci si affida allo chef, oppure c'è la possibilità di scegliere da un'ampia carta. Da segnalare gli okonomiyaki (con pancetta o gamberi) tipici della cucina di Osaka e la tagliata di Wagyu. Il lunedì è la serata del ramen. Fra i dessert si fanno apprezzare i mochi serviti con gelato e frutta di stagione. Molto curata la carta dei sake, dei liquori e dei distillati giapponesi.

 

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Le Petit Restaurant Japonais di Avigliana

E' approdato nel centro medievale di Avigliana, in una bella location dalle volte di mattoni a vista, il ristorantino giapponese di Naomi Sonoda e Simone Oberto.

Il posto perfetto per una vera esperienza di tradizione nipponica, articolata in piatti caldi e freddi. Innanzitutto il sushi, certo: makizushi (con gamberi e lattuga, ad esempio), con materia prima selezionata, riso cotto alla perfezione; nigiri di ventresca di tonno, ma anchedi Wagyu; nikumaki onigiri (involtini di carne ripieni di riso).

Cinque menu degustazione, dai 45 euro del Miyazaki, un'introduzione ideale ai sapori del Giappone, ai 140 euro del Wagyu Ozaki Premium, il percorso più ricco, con 10 portate. Le ricette spaziano molto, tra l'insalata di patate su ricetta della mamma di Naomi, la zuppa di miso e vongole, i gyoza fatti a mano, l'okonomiyaki (frittata agrodolce a base di cavolo verza). Buoni dolci. Accompagnamento di birre, vini e sake.

 

Sempre secondo la guida del Gambero Rosso a Torino sono da provare anche Arcadia, in galleria Subalpina, Homu su corso Turati ai margini della Crocetta, Japs in corso Dante e il Koi Japanese Fusion Restaurant a pochi passi da piazza San Carlo. Oinos, infine, in via della Rocca e Shizen in viale Thovez nella precollina torinese.

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