Svolta sulla Gronda Est: la maggioranza dei Comuni approva l’ipotesi di tracciato A da 527 milioni di euro. Dettagli sui lotti e posizioni dei territori.
La scelta del tracciato e l’investimento da 527 milioni
Nel corso del tavolo tecnico-politico svoltosi martedì 22 settembre 2026 presso la sede della Città metropolitana di Torino, i rappresentanti dei Comuni interessati dalla realizzazione della Gronda Est hanno individuato a maggioranza l’ipotesi di tracciato A come soluzione di riferimento per l’infrastruttura. Tra le sette alternative esaminate dagli esperti dello studio Meta, la soluzione A è stata riconosciuta come quella caratterizzata dal miglior rapporto tra benefici attesi e costi complessivi di realizzazione e manutenzione, con un investimento stimato di circa 527 milioni di euro ai prezzi attuali. All’incontro, condotto dal vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo, hanno partecipato l’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi e il consigliere metropolitano delegato all’ambiente e sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero. Gli amministratori hanno sottolineato la validità del percorso partecipativo iniziato nel 2023, rimarcando come l’intesa raggiunta rappresenti il primo passo verso la definizione della progettazione e il reperimento dei finanziamenti necessari.
Articolazione in lotti funzionali e strategia dei lavori
L’approfondimento tecnico ha previsto la suddivisione dell’opera in macrolotti e sottofasi funzionali, una struttura concepita per modulare l’apertura dei cantieri in base all’effettivo andamento dei volumi di traffico. Il piano comprende quattro interventi principali: il lotto grande e indivisibile della galleria di valico con il percorso di adduzione, la tratta collinare sud, il potenziamento della tangenziale di Chieri e la tratta Chieri-Pessione-Poirino. La galleria di valico, che include il raccordo con la Strada Provinciale 500, il tunnel di aggiramento di Gassino e la risalita lungo la Val Pallera, costituisce il cuore dell’infrastruttura ed è destinata a servire la domanda di mobilità già esistente. La strategia prospettata dai tecnici prevede di procedere su un doppio binario: avviare le trattative a livello sovrametropolitano per il cofinanziamento della galleria di valico e realizzare nel breve-medio periodo interventi di messa in sicurezza e predisposizione nei lotti di minori dimensioni.
Le posizioni del territorio e le richieste di approfondimento
Accanto al consenso di maggioranza sull’ipotesi A, la seduta ha registrato le posizioni differenti di alcune amministrazioni comunali. Il Comune di Montaldo Torinese ha confermato la propria contrarietà a interventi infrastrutturali sul proprio territorio, esprimendo apprensione per la stabilità geologica della collina e chiedendo l’attivazione di consulenze scientifiche con il Politecnico di Torino e con il Dipartimento di Scienze economico-sociali dell’Università di Torino per valutare l’impatto dell’opera. Il Comune di Pavarolo ha sollevato l’opportunità di riesaminare l’ipotesi D, opzione che gli esperti avevano tuttavia classificato come più onerosa rispetto ai tracciati presi in considerazione nelle ultime fasi di studio. La prosieguo della progettazione dedicherà particolare attenzione ai punti di intersezione con la viabilità locale, con un focus specifico sui nodi di accesso che interessano le aree abitate nei pressi di Pavarolo e Montaldo.