Il Bilancio Sociale 2025 del Banco Alimentare del Piemonte delinea un quadro di crescente impegno a fronte di una necessità sociale che non accenna a diminuire. Nel corso dell’ultimo anno, la struttura ha raccolto la cifra record di 9.664 tonnellate di cibo, segnando un incremento significativo del 28,4% rispetto all’anno precedente. Questo volume massiccio di risorse ha permesso di garantire un sostegno concreto a ben 111.026 persone che versano in condizioni di fragilità economica, operando attraverso una rete capillare composta da 560 organizzazioni partner distribuite su tutto il territorio regionale.
L’impegno delle istituzioni locali
I dati sono stati illustrati durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione dei vertici delle amministrazioni locale e regionale. Maurizio Marrone, Vicepresidente e Assessore alle politiche sociali della Regione Piemonte, insieme a Jacopo Rosatelli, Assessore alle politiche sociali della Città di Torino, hanno sottolineato l’importanza vitale di questa collaborazione tra pubblico e terzo settore. Il supporto del Banco Alimentare si conferma un pilastro fondamentale del welfare regionale, capace di intercettare i bisogni primari della popolazione laddove le sole misure istituzionali faticano ad arrivare con la stessa tempestività ed efficacia.
Nuova governance per la Fondazione
L’anno 2025 segna anche una svolta storica nell’assetto organizzativo dell’ente, che ha ufficialmente completato il passaggio da Organizzazione di Volontariato a Fondazione. Questa evoluzione burocratica si accompagna a un importante cambio di guardia ai vertici della governance. Dopo vent’anni di dedizione costante e tre mandati consecutivi, Salvatore Collarino conclude la sua presidenza. Al suo posto subentra Francesco Rondinelli, manager dalla solida esperienza internazionale, chiamato a guidare la Fondazione verso le nuove sfide della sostenibilità e dell’efficienza logistica nel recupero delle eccedenze.
Oltre l’aiuto alimentare: il progetto di Inclusione
La visione futura del Banco Alimentare non si limita però alla sola distribuzione di derrate. Nel corso dell’incontro è stato presentato il nuovo Progetto di Inclusione Sociale, un’iniziativa ambiziosa che mira a superare la logica del solo assistenzialismo. L’obiettivo dichiarato è quello di accompagnare i beneficiari in un percorso di emancipazione che consenta loro di uscire stabilmente dalla condizione di indigenza. Attraverso il potenziamento dei servizi di supporto e l’attivazione di percorsi personalizzati, la Fondazione intende offrire strumenti concreti affinché la difficoltà alimentare resti solo una fase transitoria nella vita dei cittadini coinvolti.