Sperimentazione anche a Torino

"Date il green pass anche agli immunizzati con vaccino ReiThera"

I volontari a cui è stato somministrato il siero italiano non possono sottoporsi ad altre vaccinazioni e rischiano una beffa atroce.

"Date il green pass anche agli immunizzati con vaccino ReiThera"
Attualità Torino, 22 Luglio 2021 ore 13:45

Nel territorio torinese ci sono 18 persone immunizzate tramite la sperimentazione del vaccino GRAd-COV2, prodotto dall’azienda bio-tecnologica italiana ReiThera. Diciotto persone che non possono però essere inserite nell’anagrafe vaccinale nazionale e di conseguenza ricevere il “Green pass”.

L'appello dei centri in cui il vaccino fu sperimentato

Tutti i Centri coinvolti nella sperimentazione lanciano un appello rivolgendo al Ministero della Salute e all’AIFA la richiesta di intervenire per non lasciare in un “limbo” i volontari coinvolti nella sperimentazione.

In Piemonte il Sant’Andrea di Vercelli e l’Amedeo di Savoia di Torino sono i due centri che hanno aderito alla sperimentazione: a Vercelli sono state coinvolte 72 persone, a Torino 18. 

I finanziamenti

Ma ora c'è un problema di liquidità che rischia di bloccare tutto. A maggio la Corte dei Conti ha bocciato il Decreto del Governo che avrebbe attivato i fondi necessari, 81 milioni di euro: 49 di finanziamento pubblico e 32 investiti da ReiThera stessa. E poi ci sono anche loro, i tanti volontari che si sono prestati alla sperimentazione del vaccino italiano e che hanno acquisito effettiva immunità anticorpale, ma per i quali resta una situazione di incertezza.

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Reithera è efficace al 99%

Del resto il vaccino di ReiThera funziona: nessun serio evento avverso è stato segnalato e la risposta anticorpale si sviluppata dopo tre settimane dalla prima dose raggiunge il 93%. Percentuale che arriva a quota 99 dopo la seconda somministrazione, secondo i dati forniti dalla Biotech di Castel Romano. E quindi?

I Volontari rischiano una pesante discriminazione

I volontari che sono stati sottoposti alla vaccinazione si trovano in una condizione in cui non è indicata, né necessaria una ulteriore vaccinazione per cui, se non inseriti nell’anagrafe vaccinale non potranno mai ottenere una carta “verde” di effettuata vaccinazione.

I responsabili dei Centri clinici che hanno partecipato alla sperimentazione Covitar, supportata dagli enti regolatori italiani (AIFA), chiedono quindi che anche i loro volontari vengano inclusi nell’anagrafe vaccinale italiana e non siano discriminati per aver partecipato alla prima sperimentazione vaccinale italiana con grande entusiasmo, coraggio e fiducia nelle istituzioni e nel sistema sanitario nazionale.