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La replica

Caso Azzolina e banchi a rotelle: tutta la verità

"Quella dei banchi a rotelle è in definitiva una narrazione totalmente fuorviante e frutto a volte di autentica ignoranza dei fatti”.

Caso Azzolina e banchi a rotelle: tutta la verità
Attualità Torino, 09 Giugno 2021 ore 12:18

I banchi a rotelle proposti dalla ex ministra della istruzione Lucia Azzolina, tornano a far discutere dopo le offese ricevute, quando Azzolina era ministra. Il caso è tornato alla ribalta della cronaca locale e regionale dopo l’intervista all’avvocato  dell’odontotecnico di Torino che l’aveva offesa su Facebook. Ora sulla vicenda, come riporta Prima Biella, interviene il Movimento 5 Stelle, che in una nota cerca di fare un po’ di chiarezza.

Caso Azzolina e banchi a Rotelle

“L'articolo di Prima Biella sulle offese a Lucia Azzolina quando era ministra dell'istruzione nel maggio 2020 - si legge - torna per l'ennesima volta a citare i "banchi a rotelle". Surreale legare gli insulti di maggio a quei banchi di cui si è iniziato a parlare solo a fine giugno. Si fa riferimento allo "scandalo che si trascina ancora oggi". Il vero scandalo è che certi mezzi d'informazione insistano con questa storia inventata. Occorre quindi ristabilire ancora una volta la verità.

Si tratta di sedute già in uso da anni in vari Paesi europei e nelle scuole italiane più innovative. Favoriscono un assetto d'aula flessibile e coerente con approcci metodologici cooperativi. Non sono state imposte ma era una delle opzioni a discrezione dei dirigenti scolastici. Le scuole che le hanno ricevute quindi le avevano richieste, non sono certo state imposte dalla ministra Azzolina. E le scuole che le hanno richieste le hanno utilizzate. Se qualche scuola non lo ha fatto la responsabilità non è certamente del ministro.

Denigrare questo tipo di banchi è quindi anche una mancanza di rispetto verso i dirigenti e la comunità scolastica che li hanno scelti. Quella dei banchi a rotelle è in definitiva una narrazione totalmente fuorviante e frutto a volte di autentica ignoranza dei fatti”.