Dal 23 al 25 ottobre 2026, il Teatro Alfieri di Torino ospita il capolavoro di Oscar Wilde nell’inedita e contemporanea rilettura firmata da Giancarlo Nicoletti, che ne cura drammaturgia e regia. Lo spettacolo è una produzione targata Goldenart Production, Teatro Biondo Stabile di Palermo e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Il mito dell’eterna giovinezza incontra il presente
Restare giovani per sempre e conservare intatta la propria bellezza mentre un’opera, altrove, porta su di sé il peso del tempo e delle colpe. Il celebre patto di Dorian Gray prende vita sul palco torinese trasformandosi in uno specchio della nostra epoca, dominata dal culto dell’immagine, dal desiderio di piacere e dall’ossessione di essere guardati.
Nell’allestimento curato da Giancarlo Nicoletti, il salotto ottocentesco incontra il club e la tela del dipinto si trasforma in uno schermo: telecamere, proiezioni, immagini frammentate e cornici luminose creano uno spazio tecnologico e straniante. In un mondo in cui essere visti significa essere osservati, duplicati e giudicati, le riflessioni di Wilde risuonano con straordinaria attualità tra profili social accuratamente costruiti, filtri e immagini ritoccate.
Il cast e la visione registica
A vestire i panni del protagonista Dorian Gray è Federica Luna Vincenti. Una scelta di casting incisiva, pensata per evidenziare la pressione esercitata su un corpo chiamato a incarnare canoni assoluti di perfezione e giovinezza.
Al suo fianco troviamo Alessio Vassallo nei panni dell’ingannevole e carismatico Lord Henry Wotton, e Giulio Forges Davanzati nel ruolo del pittore Basil Hallward. Completano il cast Brunella Platania, Matteo Milani, Gianluigi Rodrigues e Francesca Bruni Ercole.
L’impianto visivo e sonoro vede le scene curate da Emanuele Salamanca, i costumi da Nicoletta Ercole (in collaborazione con Alessandra Carta), le musiche originali firmate da Umberto Iervolino e le luci da Giuseppe Filipponio.