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Al Politecnico di Torino si studia la formula per la "perfetta" movida (vivace sì, ma con regole)

E' un approccio scientifico e accademico quello utilizzato per "Mover la Movida" con il quale, tra le altre cose, si sono studiate alternative alle classiche aree adibite al divertimento notturno

Al Politecnico di Torino si studia la formula per la "perfetta" movida (vivace sì, ma con regole)
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Chi avrebbe mai detto che il divertimento notturno sarebbe diventato una materia di studio? Eppure è proprio quello che è successo al Politecnico di Torino con il progetto Mover la Movida.

Lo studio Mover la Movida

Lo studio è stato affidato al gruppo di Lavoro del Centro interdipartimentale Future Urban Legacy Lab (FULL) del Politecnico di Torino, per conto della Divisione Decentramento, Servizi Culturali e amministrativi, giovani e pari opportunità della Città grazie a un finanziamento di Compagnia di San Paolo, tramite il bando Next Generation WE 2021.

Il report conclusivo è stato presentato ieri, 29 giugno 2023, negli spazi di Off Topic in via Pallavicino alla presenza del Sindaco Stefano Lo Russo il quale ha sottolineato l'importanza del progetto come primo passo per un lavoro più ampio il cui obiettivo finale è garantire la tutela di tutti: chi vive attivamente la notte, i giovani, ma anche chi spesso il divertimento notturno lo subisce passivamente sentendosi disturbato.

Il divertimento come materia di studio

E' la prima volta che il fenomeno viene studiato dal punto di vista scientifico, questo ha permesso di entrare a fondo nel tema approfondendo ogni aspetto. Lo studio nel concreto si è articolato in un laboratorio, svoltosi da ottobre 2022 a marzo 2023, e una serie di interviste a cui hanno partecipato diverse generazioni di torinesi tra i 25 e i 65 anni.

L'indagine qualitativa e quantitativa ha permesso di indagare la dimensione sociale e geografica delle aggregazioni notturne nella città, sollevando le maggiori criticità. E poi stato avviato un processo di co-progettazione con gli attori del territorio per trovare soluzioni e progettare una strategia.

Alcuni elementi chiave del report

Il report ha indicato, ovviamente, quali sono le aree "calde" della movida: piazza Carlo Felice, piazza Vittorio, via Po e il Quadrilatero, piazza Santa Giulia in Vanchiglia, San Salvario, in particolare l’area intorno a largo Saluzzo e nel primo tratto di via Madama Cristina.

Per quanto riguarda le varie concentrazioni di persone, queste sono legate alla presenza di bar aperti e all'offera di musica dal vivo, là dove le attività commerciali chiudono dalle 24 alle 6 del mattino (ad esempio in zona Crocetta) si registra uno "svuotamento" che coincide con un sovracaricamento delle zone di  piazza Vittorio e largo Saluzzo, seguite da via Po, Quadrilatero e piazza Santa Giulia.

Ma, attenzione nulla è scritto sulla pietra per quanto riguarda i trend della notte: tutto può sempre cambiare in base alla moda del momento. E' necessario quindi non smettere mai di studiare il fenomeno monitorandolo continuamente.

Allo stesso tempo questi dati dimostrano come ci sia la necessità di rigenerare alcune aree della città trasformandole in zone adatte ad ospitare il divertimento notturno. Secondo gli intervistati del report queste zone potrebbero essere: la zona di viale Ottavio Mai, parco Dora, Colletta, le zone di corso Novara e della Pellerina.

Parlavamo di musica live: ebbene anche l'offerta di esibizioni e concerti aiuta a disegnare una mappa della città che esclude quasi del tutto le periferie.

Difficoltà e sfide

In termini di sicurezza, il report testimonia la comprensibile difficoltà nel confronto tra la spontanea necessità di divertirsi e il necessario controllo da parte delle forze dell'ordine. Nei giorni scorsi, si è molto parlato della necessità di tutelare anche chi il divertimento lo subisce (lavoratori, anziani, famiglie con bambini piccoli) tramite l'utilizzo di strumenti come fonometri e  conta persone.

Ma anche la sicurezza del popolo della notte deve essere rispettata, in modo che la parola movida non faccia per forza rima con abuso, eccesso e magari, purtroppo, tragedia.

E allora ben vengano progetti che mirino ad una maggiore responsabilizzazione di chi ama vivere la notte, senza però dimenticarci di alcuni miglioramenti pratici richiesti dagli intervistati del report, un paio di esempi?  Maggiore illuminazione pubblica e più passaggi di bus.

 

 

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