In provincia di Torino è stato avviato un piano di abbattimento dei piccioni, richiesto da Coldiretti e approvato dalla Città Metropolitana, con uno stanziamento di circa 2,5 milioni di euro di fondi pubblici. Il provvedimento mira a contenere la presenza di questi animali nei pressi degli allevamenti, dove si nutrono anche di granaglie destinate al bestiame.
Impiego di armi da fuoco per abbattere i piccioni nel torinese
Tra i metodi previsti figura l’abbattimento tramite “personale qualificato” (ovvero cacciatori), con l’impiego di armi da fuoco.
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) fa sapere tramite comunicato stampa che nella mattinata di ieri, 20 aprile 2026, tra i comuni di Borgaro e Mappano, si sono svolte operazioni di abbattimento che si sono protratte per diverse ore. Secondo quanto riferito da testimoni presenti sul posto, decine e decine di animali sarebbero rimasti feriti senza essere abbattuti sul colpo. Diversi piccioni sono stati trovati agonizzanti e bisognosi di cure veterinarie: alcuni presentano ferite gravi, altri lesioni lievi che ne compromettono comunque la capacità di volo.
Secondo quanto appreso, le operazioni si sarebbero svolte sul territorio del Comune di Borgaro, all’insaputa dell’Amministrazione comunale.
“Modalità da maltrattamento e non da contenimento”
“Quanto accaduto è inaccettabile, riteniamo che le operazioni condotte in questo modo possono integrare maltrattamento di animali, più che rappresentare un piano di contenimento, che chiaramente l’OIPA non ha mai approvato. Pare che gli abbattimenti con fucile da caccia siano stati eseguiti sul tetto di un’azienda agricola situata all’incrocio di tre strade. Ci si chiede quindi se siano state effettuate le valutazioni preventive previste dal punto 9.1.2 del Piano di controllo della Città metropolitana di Torino, laddove sussistano criticità legate alla sicurezza. In questi casi, è previsto l’impiego di metodi diversi dallo sparo, come reti o gabbie-trappola”.
Alessandro Piacenza, responsabile tutela Fauna Selvatica OIPA Italia
L’OIPA è intervenuta sulla vicenda presentando richiesta di accesso agli atti alla Città Metropolitana di Torino. Le Guardie Zoofile e Venatorie dell’OIPA si stanno adoperando per raccogliere le testimonianze e la documentazione veterinaria per trasmetterla all’ufficio legale dell’associazione, al fine di valutare denuncia all’Autorità Giudiziaria competente.
Per chi volesse contribuire alle cure degli animali feriti è possibile effettuare una donazione indicando la causale: “Piccioni feriti nella strage del 20 aprile 2026″
