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"41 bis tortura di Stato" il murales da 1.000 euro che imbratta i Murazzi e imbarazza la Città

A chiederne l'immediata rimozione, visto che si tratta di un'offesa allo Stato e di una scritta che imbratta l'estetica dei Murazzi, è Pierlucio Firrao vicecapogruppo di Torino Bellissima

"41 bis tortura di Stato" il murales da 1.000 euro che imbratta i Murazzi e imbarazza la Città
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E' ancora lì in bella vista per chi dal Ponte della Gran Madre va verso il centro il murales "41 bis tortura di Stato".

Una scritta da 1000 euro

La scritta è comparsa ai Murazzi di Torino vicino alla discoteca The Beach, insieme a molte altre, il 4 marzo 2023, in occasione del corteo anarchico nel capoluogo piemontese a sostegno di Alfredo Cospito.

La richiesta di Pierlucio Firrao

A chiederne l'immediata rimozione, visto che si tratta di un'offesa allo Stato e di una scritta che imbratta l'estetica dei Murazzi, attraverso un'interpellanza, è Pierlucio Firrao vicecapogruppo di Torino Bellissima a fornire una cifra, ma non una data ufficiale per la pulizia del muro è l’assessore Chiara Foglietta.

Il preventivo per la rimozione è stato richiesto ed è di ben 1000 euro.

 

 

Il corteo degli anarchici in sostegno ad Alfredo Cospito

Ripercorriamo con voi la giornata di tensioni del 4 marzo 2023.

Quel sabato poco prima delle 19, alcuni manifestanti in sostegno di Cospito, hanno assaltato la sede della Reale Mutua. Sono state colpite a colpi di mazza e bastoni alcune auto parcheggiate. Durante il corteo (aperto dallo striscione 'Al fianco di Alfredo, al fianco di chi lotta') molte persone hanno continuato a gridare "Fuoco alle galere", "Fuori tutti dal 41 bis" e "Assassini".

Mentre, intorno alle 19:30, gli stessi hanno iniziato a lanciare bombe carta in Piazza della Repubblica con la polizia che ha risposto con il lancio di lacrimogeni. In corso Siccardi sono state prese a sassate le vetrine di alcuni negozi (chiusi per indicazione delle forze dell'ordine).

Distrutto il lunotto di un'auto con un tombino in ghisa. Imbrattato l'obelisco monumento alle leggi Siccardi che portarono alla soppressione dei tribunali speciali ecclesiastici.

La vicenda Cospito

Militante anarchico insurrezionalista, nel 2014 Cospito è stato condannato a 9 anni e 5 mesi di reclusione per la gambizzazione di Roberto Adinolfi, dirigente della Ansaldo Nucleare. Successivamente ha ricevuto (dopo un lungo iter processuale) un'ulteriore condanna a 23 anni di reclusione per un attentato con ordigni esplosivi eseguito nel 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano (CN). A maggio del 2022 è stato protagonista di uno sciopero della fame di quasi sei mesi contro il regime carcerario 41-bis a cui è sottoposto.

Il 19 giugno 2023, la procura generale di Torino ha chiesto alla Corte d'assise d'appello di emettere una condanna all'ergastolo contro Cospito per l'attentato alla scuola carabinieri allievi di Fossano del 2006. Il 26 giugno 2023, l'anarchico è stato condannato a 23 anni di reclusione.

 

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