Una procedura chirurgica di elevata complessità e di carattere eccezionale è stata portata a termine con successo all’ospedale «Edoardo Agnelli» di Pinerolo, dove un paziente vittima di un grave incidente in bicicletta è stato operato per l’impianto contemporaneo di due protesi inverse di spalla.
Il trauma in bicicletta e la diagnosi
Il paziente è giunto in pronto soccorso in seguito a una caduta accidentale in bicicletta durante una discesa su terreno dissestato, riportando un trauma ad alta energia con interessamento di entrambe le spalle. Gli accertamenti radiografici e la tomografia computerizzata hanno evidenziato una frattura pluriframmentaria e scomposta bilaterale dell’omero prossimale, una lesione particolarmente complessa sotto il profilo chirurgico. Dopo un’attenta valutazione clinica, considerata la gravità del quadro e la scarsa possibilità di ottenere una ricostruzione stabile mediante osteosintesi, l’équipe ortopedica ha indicato il trattamento con protesi inversa di spalla bilaterale, eseguito in un’unica seduta operatoria. L’intervento è stato condotto dagli ortopedici Pierfranco Triolo, Sergio Ronco e Nicola Lollino, concludendosi con successo. Il decorso post-operatorio è regolare e il paziente sta seguendo il programma riabilitativo previsto, con un recupero funzionale in linea con gli obiettivi fissati.
Il commento del primario Pierfranco Triolo
Sulle peculiarità dell’operazione è intervenuto Pierfranco Triolo, direttore della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia: «Ci siamo trovati di fronte a un trauma estremamente raro e complesso. Le fratture bilaterali pluriframmentarie dell’omero prossimale rappresentano una condizione poco frequente e richiedono una valutazione molto accurata. In questo caso la protesi inversa bilaterale, eseguita nella stessa seduta operatoria, rappresentava la soluzione più efficace per consentire al paziente il miglior recupero funzionale possibile. Si tratta di un intervento che richiede un’elevata esperienza nella chirurgia protesica della spalla, un’attenta pianificazione preoperatoria e una perfetta organizzazione dell’équipe chirurgica».
L’integrazione multidisciplinare e la riabilitazione
Determinante per la riuscita dell’intervento è stato il lavoro d’insieme che ha visto affiancati ortopedici, anestesisti, fisiatri e fisioterapisti per garantire la presa in carico globale dell’assistito e il tempestivo avvio delle cure riabilitative. A sottolineare la centralità della sinergia tra reparti è Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3: «Nei casi di traumatologia maggiore la collaborazione tra professionisti è un elemento decisivo. La possibilità di concentrare in un’unica struttura competenze chirurgiche, anestesiologiche e riabilitative altamente specialistiche consente di offrire ai cittadini percorsi di cura completi e di elevata qualità, anche nelle situazioni più complesse».
Il percorso clinico prosegue ora attraverso il piano rieducativo coordinato dai settori di Fisiatria e Fisioterapia, a conferma dell’alto livello di specializzazione e dell’efficienza raggiunti dalla struttura pinerolese nella gestione dei traumi complessi e nelle tecniche protesiche avanzate.