Diventano definitive le condanne nei confronti dei vertici dei “Drughi”, uno dei principali gruppi ultras della tifoseria organizzata juventina. Nella giornata di lunedì 19 ottobre 2026, la Procura Generale della Repubblica di Torino ha emesso tre ordini di esecuzione penale a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali degli imputati.
Condanne definitive per tre capi dei “Drughi”, scattano gli arresti a Torino
Il provvedimento dà immediata attuazione alla sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino, con pene che oscillano da 4 anni e 7 mesi fino a 8 anni di reclusione. I reati contestati a vario titolo ai tre esponenti di spicco del sodalizio bianconero comprendono associazione per delinquere, violenza privata aggravata, estorsione e tentata estorsione.
L’operazione rappresenta il punto d’arrivo dell’indagine “Last Banner”, condotta sul campo dalla Digos di Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica locale. Le complesse attività investigative hanno permesso di far luce su un collaudato sistema di condotte illecite e pressioni indebite:
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Strategia estorsiva ai danni del club: I leader delle principali sigle ultras, sotto la spinta egemone dei Drughi, avevano strutturato un preciso piano d’azione volto a estorcere benefici e concessioni alla società Juventus F.C.
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Prevaricazioni e intimidazioni in Curva Sud: L’inchiesta ha documentato un clima di capillare controllo del settore da parte del gruppo. Ai danni dei normali tifosi venivano messe in atto continue intimidazioni, giungendo fino a delimitare fisicamente gli spazi con dei nastri e ad allontanare con la forza chiunque provasse ad avvicinarsi alle aree abitualmente occupate dalla sigla.