la ferma posizione del sindaco

“Presidio case ATP servono misure urgenti”

Il Comune di Rivoli segue la vicenda fin dal 14 marzo 2025, quando, durante un incontro con i vertici di ATC, vennero rappresentate le problematiche strutturali che interessavano i tre condomìni

“Presidio case ATP servono misure urgenti”
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Via Pasubio, il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errig in merito alle case ATP di via Pasubio: «Non è più accettabile che le famiglie vivano in queste condizioni. Servono risposte urgenti. Il Comune mette a disposizione anche un’area per una possibile soluzione alternativa»
Da oltre un anno il Comune segue la vicenda e sollecita ATC e Regione Piemonte. Ora la richiesta di un tavolo urgente e la disponibilità di un terreno per valutare la realizzazione di nuovi alloggi.

“Presidio case ATP servono misure urgenti”

Ieri mattina, venerdì 23 ottobre 2026,  il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, ha partecipato al presidio organizzato dalla CGIL insieme agli abitanti delle tre palazzine di via Pasubio 51, 53 e 55, edifici a gestione ATC interessati da importanti criticità strutturali che da oltre un anno stanno mettendo a dura prova la quotidianità di numerose famiglie. Ci vivono 36 nuclei familiari.

Una situazione che desta forte preoccupazione, con soffitti dai quali è stato rimosso l’intonaco, elementi che presentano condizioni di potenziale pericolo e abitazioni nelle quali i residenti convivono da troppo tempo con incertezza e timori per la propria sicurezza.

«Non possiamo pensare che sia normale vivere per mesi, e ormai per oltre un anno, con la preoccupazione che qualcosa possa cedere dentro casa propria. La casa dovrebbe essere il luogo nel quale ognuno di noi si sente più sicuro. Per queste famiglie, invece, è diventata una fonte quotidiana di paura e incertezza», dichiara il Sindaco Alessandro Errigo.

La vicenda

Il Comune di Rivoli segue la vicenda fin dal 14 marzo 2025, quando, durante un incontro con i vertici di ATC, vennero rappresentate le problematiche strutturali che interessavano i tre condomìni.
Il 22 luglio 2025, in occasione di un incontro con l’Assessore regionale Maurizio Marrone, il Comune portò formalmente all’attenzione della Regione le preoccupazioni manifestate dagli abitanti, sia assegnatari sia proprietari degli alloggi.

In quella sede furono evidenziate tre questioni fondamentali: la sicurezza degli immobili, i possibili costi degli interventi a carico dei proprietari e la necessità di individuare eventuali sistemazioni temporanee per le famiglie qualora i lavori rendessero necessario liberare gli appartamenti.

Chiesto un tavolo di confronto

Il Comune chiese inoltre di essere coinvolto nei tavoli tecnici di confronto tra ATC, imprese, professionisti incaricati e residenti, per poter accompagnare le famiglie e contribuire alla ricerca delle soluzioni.
Successivamente, il 24 ottobre 2025, si tenne un ulteriore incontro presso ATC, alla presenza del Direttore generale, dei tecnici, del Sindaco, dell’Assessore comunale Romussi e della dirigenza comunale.

In quell’occasione venne prospettato un intervento dal costo complessivo di circa 2 milioni di euro, corrispondenti a una stima indicativa di 50.000 euro per appartamento, e fu annunciata una perizia di fattibilità da sviluppare nei successivi tre o quattro mesi.

Il Comune ribadì la necessità di individuare adeguate linee di finanziamento, affrontare la questione delle quote eventualmente a carico dei proprietari e garantire particolare attenzione alle famiglie in condizioni di maggiore fragilità, dichiarando la propria disponibilità a collaborare nell’individuazione di eventuali soluzioni abitative temporanee.
A distanza di un anno da quell’incontro, tuttavia, la situazione continua a essere motivo di forte preoccupazione per i residenti.

Ancora l’8 ottobre 2026 è pervenuta al Comune una segnalazione relativa alla necessità di eseguire lavori urgenti in un alloggio. Il giorno successivo, 9 ottobre, il Sindaco è nuovamente intervenuto formalmente presso ATC con una comunicazione protocollata, sollecitando attenzione alla situazione.

«Non siamo rimasti a guardare. Abbiamo partecipato agli incontri, coinvolto la Regione, chiesto di essere presenti ai tavoli tecnici, sollecitato soluzioni economiche e offerto la disponibilità del Comune per sostenere le famiglie più in difficoltà. Ma oggi dobbiamo riconoscere che tutto questo non basta. I cittadini non possono continuare a vivere nell’attesa di una soluzione che non arriva.»

Il Sindaco sottolinea come la questione coinvolga competenze e responsabilità che non sono direttamente in capo all’Amministrazione comunale, ma ribadisce la volontà di continuare a svolgere un ruolo attivo a tutela dei cittadini.

«Non voglio trasformare una situazione così delicata in uno scaricabarile istituzionale. Ai cittadini interessa poco sapere a chi compete un determinato passaggio amministrativo: vogliono sapere quando potranno tornare a vivere serenamente nelle proprie case. Ed è una richiesta più che legittima.

Chiediamo ad ATC e alla Regione Piemonte un cronoprogramma preciso degli interventi, una valutazione aggiornata delle condizioni di sicurezza, chiarezza sulle risorse economiche necessarie e sulle modalità con cui verranno sostenuti i costi, soprattutto per quei proprietari che non hanno la possibilità di affrontare spese così importanti.

Occorre inoltre definire fin da subito come gestire eventuali trasferimenti temporanei e quali strumenti di sostegno possano essere messi a disposizione delle famiglie coinvolte.»

La proposta del Comune: un’area per realizzare nuovi alloggi.
Accanto alla necessità di affrontare le criticità immediate, l’Amministrazione comunale propone di valutare anche una soluzione alternativa e strutturale, che possa offrire una prospettiva definitiva alle famiglie coinvolte.

«Come Città di Rivoli siamo disponibili a mettere a disposizione di ATC un terreno nelle immediate vicinanze delle tre palazzine, già individuato nella pianificazione urbanistica comunale per interventi di edilizia sociale e convenzionata. Su quell’area potrebbe essere valutata la realizzazione di un nuovo edificio residenziale, capace di offrire una soluzione abitativa adeguata alle famiglie oggi coinvolte.

Si tratta di una proposta che merita di essere approfondita seriamente, verificandone la fattibilità tecnica, urbanistica ed economica, nonché le modalità di finanziamento e di gestione degli alloggi, tenendo conto sia degli assegnatari sia dei proprietari.

In questa prospettiva si potrebbe successivamente valutare anche l’alienazione delle tre palazzine attualmente interessate dalle problematiche strutturali, nell’ambito di un progetto complessivo che consenta di superare definitivamente le criticità esistenti.

Non dobbiamo limitarci a ragionare su come riparare gli edifici, ma avere anche il coraggio di valutare se esista una soluzione migliore e più duratura per chi ci abita.
Come Comune non possiamo sostituirci ad ATC nelle sue competenze, ma possiamo mettere a disposizione strumenti urbanistici, aree e la nostra collaborazione per costruire una soluzione concreta. È esattamente quello che intendiamo fare.»

Alla luce del perdurare delle criticità, il Sindaco Alessandro Errigo annuncia la richiesta formale di convocazione urgente di un tavolo istituzionale che coinvolga ATC, Regione Piemonte, Comune di Rivoli e rappresentanti degli inquilini e dei proprietari delle tre palazzine.

L’obiettivo è arrivare a risposte concrete e verificabili: conoscere lo stato effettivo delle verifiche strutturali, definire gli interventi indifferibili per la sicurezza, individuare le risorse economiche disponibili, stabilire un cronoprogramma certo e valutare contestualmente la fattibilità dell’ipotesi di realizzazione di nuovi alloggi sull’area proposta dal Comune.

«Non chiediamo un’altra riunione per prendere atto di problemi che conosciamo ormai da troppo tempo. Chiediamo un tavolo nel quale ciascuno arrivi con risposte, proposte operative e la disponibilità ad assumersi impegni precisi.
Il Comune di Rivoli è pronto a fare la propria parte, anche mettendo a disposizione un’area per un possibile nuovo intervento edilizio.

“Ora abbiamo bisogno che anche gli altri soggetti coinvolti facciano altrettanto.- prosegue – Ringrazio la CGIL per aver organizzato il presidio e per aver mantenuto alta l’attenzione su questa vicenda. Ringrazio soprattutto gli abitanti, che da troppo tempo affrontano disagi e preoccupazioni e che oggi hanno chiesto, con dignità e determinazione, di essere ascoltati.
La sicurezza delle persone non può rimanere sospesa tra una perizia, una riunione e una ricerca di finanziamenti. Il tempo trascorso è già troppo. Ora servono decisioni.
Perché dietro le carte, le relazioni tecniche e i preventivi ci sono persone. Ci sono famiglie. E nessuna famiglia dovrebbe avere paura di vivere nella propria casa.»