Uefa Europa League

Juventus, anche se era il NEC sono comunque 5 gol (a zero)

La "manita" agli olandesi scaccia i fantasmi sulla Continassa evocati dopo il disastro contro il Sassuolo in campionato.

Juventus, anche se era il NEC sono comunque 5 gol (a zero)

Juventus, anche se era il NEC sono comunque 5 gol (a zero). E i tifosi bianconeri, anche i più scettici, un sorriso lo possono comunque fare. Aspettando l’Atalanta di Sarri (e Giuntoli).

Juventus, anche se era il NEC…

Che il NEC, l’avversario della prima giornata della fase a gironi di UEFA Europa League, non fosse il PSG o il Real Madrid lo si sapeva fin dalla vigilia. Allo stesso tempo, però, con tutti i benefici del caso, un sorriso per i cinque gol rifilati agli olandesi i tifosi bianconeri se lo possono concedere. La “manita” della squadra di Spalletti agli uomini dello spavaldo Schreuder (presuntuoso alla vigilia con la sua dichiarazione: “daremo molto fastidio”) ai più appare una logica conseguenza della storia e del peso dei due club. Ma prima del fischio d’inizio di giovedì sera, con l’aria che tirava alla Continassa e dintorni, non era poi così scontata. Anzi, tutt’altro.

La rovinosa caduta di Reggio Emilia, nel finale scriteriato col Sassuolo (3-2), aveva fatto perdere quelle poche certezze su cui poggiava il cantiere in costruzione della Vecchia Signora. E con esse si era incrinata anche la pazienza dei tifosi, pronti a scaricare il tecnico di Certaldo e far salire sul carro (non quello di Randal Kolo Muani) l’eterno amore mai dimenticato: Antonio Conte.

Ma la travolgente vittoria europea – di fronte a uno Stadium quasi esaurito – permette alla Juventus di spazzare via il brutto ricordo di quella che per anni è stata la casa dell’AD Carnevali e di ritrovare entusiasmo. Il netto 5-0 inflitto al NEC Nijmegen — complici le disastrose uscite del portiere Polster e le amnesie difensive olandesi — fa tornare il sorriso a tutto l’ambiente, anche in relazione alle firme in calce a quelle reti.

Ad aprire le marcature è stato Nico Gonzalez, bravo a sbloccare subito il match approfittando dell’ennesimo regalo della difesa avversaria e a confermarsi leader tecnico e trascinatore. L’argentino dimostra maturità e generosità cedendo il rigore del 3-0 a Woltemade per aiutarlo a sbloccarsi. Ad oggi è lui il miglior acquisto estivo, anche se di fatto il suo è un ritorno dal prestito all’Atletico Madrid, che non ha esercitato il diritto di riscatto.

La cooperativa del gol

Tra le note positive della serata c’è anche Randal Kolo Muani. Entrato nella ripresa, si prende la copertina con un assist per Çelik e una rete in campo aperto: un exploit fondamentale a livello mentale per lasciarsi alle spalle un’estate complessa tra trattative, critiche e i richiami di Spalletti. La sua prestazione conferma inoltre che non è un “9” puro, ma una seconda punta da affiancare a un bomber d’area.

E poi il giovane Kerim Alajbegovic, il migliore in campo per qualità di giocate. Firma il raddoppio su assist di McKennie e inventa la verticalizzazione che procura il penalty, diventando il più giovane marcatore bianconero di sempre nelle coppe europee.

Tra gli esordi stagionali c’è da sottolineare quello di Grabara. Il portiere polacco, che entra nelle statistiche con un assist per Nico Gonzalez, ha dimostrato di avere ottimi piedi e tra i pali — pur se poco sollecitato — ha dato l’impressione di avere numeri importanti. Vicario è avvisato: non ci sarebbe da stupirsi se, oltre alle apparizioni in Coppa, riuscisse a strappare spazio anche in Serie A.

Segnali incoraggianti arrivano anche dal centrocampista Pape Sarr che, dopo un primo tempo timido e confusionario, esce nella ripresa evidenziando dinamismo e buone geometrie.

Infine Woltemade, che ha realizzato il penalty gentilmente concesso dall’argentino (rigorista designato e finale Mondiale al collo), ha legato il gioco con la squadra e tenuto palla ogni volta che i compagni cercavano un appoggio alto oltre le “colonne d’Ercole”. Ma molto ancora può e deve fare.

Il cambio di modulo

Infine Spalletti, l’uomo più in discussione di tutti. Più di Kolo Muani. Ha ritoccato l’assetto tattico, ripristinando la difesa a tre (come la trovò quando ereditò la squadra da Tudor) e piazzando McKennie a tutta fascia per ridare equilibrio a una squadra che col Sassuolo aveva smarrito i principi cardine del gioco.

Un modulo convincente che verrà riproposto anche contro i bergamaschi per dare continuità e non perdere ulteriore distacco dalla coppia di testa a punteggio pieno, Inter e Roma, impegnate nel primo incrocio scudetto. Poi ci sarà la doppia sosta per la Nazionale (la prima così lunga a campionato in corso), preceduta dalla sfida contro gli ex Sarri — l’ultimo ad aver vinto uno scudetto alla Juventus — e il DS Giuntoli (che oggi si sfrega le mani nel vedere i suoi acquisti, bollati prima come flop ed esuberi, diventare la spina dorsale della squadra).

L’occasione giusta per capire se quella con il NEC sia stata davvero la partita della svolta psicologica o soltanto una notte di fortuite combinazioni contro un avversario che ha fatto di tutto per rendere piacevole una serata di fine estate.