Il Terzo Paradiso di Pistoletto sulla protesi di Asaad, bimbo palestinese di 9 anni arrivato a Torino da Gaza: un progetto tra arte, tecnologia e speranza
Arte, tecnologia e solidarietà per la rinascita di Asaad
Dall’incontro tra arte contemporanea, innovazione tecnologica e profonda solidarietà nasce un progetto capace di trasformare un ausilio medico in un potente simbolo di speranza e inclusione. Presso la Fondazione OMI di Torino, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Officina Ortopedica Maria Adelaide hanno presentato la nuova protesi del piccolo Asaad, sulla quale è stato raffigurato il celebre segno del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. L’iniziativa intende mostrare come un oggetto comunemente associato alla sofferenza e al trauma possa cambiare di segno, convertendosi in un messaggio di pace e rinascita per il futuro.
La storia di Asaad: dalla tragedia di Gaza all’arrivo a Torino
Protagonista di questo percorso è Asaad, un bambino palestinese di 9 anni giunto a Torino nel 2025 insieme al padre e al fratellino dopo essere sopravvissuto alle devastazioni della guerra nella Striscia di Gaza. Nella notte tra il 19 e il 20 maggio 2025, un attacco missilistico ha colpito la casa in cui viveva la sua famiglia, provocando la morte di quindici parenti e l’amputazione della gamba destra del piccolo. Giunto in Italia attraverso un’operazione di evacuazione medica (Medevac) e inserito nella missione umanitaria Food for Gaza — coordinata dalla Regione Piemonte insieme al Ministero degli Affari Esteri —, Asaad ha intrapreso con determinazione la riabilitazione. A nove mesi dal suo arrivo, muove oggi i suoi passi con un nuovo ausilio che porta con sé una visione di armonia, convivenza e superamento del dolore.
Le voci dei protagonisti dell’iniziativa
Nel corso della presentazione, il maestro Michelangelo Pistoletto ha spiegato come il Terzo Paradiso nasca come uno spazio centrale di equilibrio in cui natura e artificio si incontrano. Il maestro ha sottolineato che la protesi racconta la storia dell’umanità, poiché nasce come un atto di creazione geniale con cui l’essere umano supera la propria debolezza. A rimarcare il valore sociale dell’opera è intervenuta Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino, evidenziando come l’arte sappia fiorire ovunque per generare messaggi di pace e come l’accostamento del simbolo alla protesi rappresenti una mano tesa verso il prossimo.
Un messaggio di profonda responsabilità è stato espresso anche da Roberto Ariagno, amministratore delegato di Officina Ortopedica Maria Adelaide, che ha ricordato la necessità di scuotere le coscienze sulla tragedia in corso a Gaza unendo professionalità, arte e tecnologia per la speranza. Infine, Pierumberto Ferrero, vicepresidente della Fondazione OMI, ha espresso grande orgoglio per l’evento, ricordando come il Terzo Paradiso sia già simbolo dell’ente grazie all’installazione dell’opera dedicata all’Educazione all’interno del proprio cortile, diventato ormai luogo d’incontro e di inclusione per le nuove generazioni.