Nel pomeriggio del 2 settembre i Carabinieri della Stazione di Giaveno hanno tratto in arresto due cittadini italiani di 19 e 20 anni, entrambi incensurati e residenti a Torino, ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni di un ottantunenne del posto.
La telefonata del finto maresciallo e l’allarme al 112
Nella circostanza l’anziano pensionato, insospettito da una telefonata ricevuta da un sedicente maresciallo dei Carabinieri, il quale gli aveva chiesto la possibilità di visionare i gioielli che aveva in casa a seguito di una presunta rapina perpetrata in Torino da alcuni malviventi che viaggiavano a bordo di un’auto con una targa clonata a lui intestata, aveva contattato il 112 descrivendo i fatti e rappresentando ai Carabinieri che di lì a breve il “maresciallo” si sarebbe recato presso la propria abitazione.
L’intervento dei Carabinieri in flagranza
Compresa la situazione i militari della Stazione di Giaveno predisponevano un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione del pensionato riuscendo a sorprendere nella flagranza del reato i due soggetti: uno che svolgeva la funzione di “palo” ed autista l’altro come materiale esecutore della sottrazione che veniva bloccato non appena uscito di casa con gioielli in oro e argento per il peso di 100 grammi circa.
Il recupero della refurtiva e l’arresto
La refurtiva veniva immediatamente recuperata e restituita al pensionato. I due uomini venivano arrestati e tradotti presso i rispettivi domicili in attesa di essere giudicati per direttissima.