Una rosa rossa per non dimenticare una ferita ancora aperta nella storia d’Italia. Nell’ottantennale della strage di Vergarolla, il Comitato 10 Febbraio di Torino si è riunito presso il giardino recentemente intitolato al drammatico evento per rendere omaggio alle oltre 100 vittime dell’attentato del 18 agosto 1946.
La rievocazione del massacro sulla spiaggia di Pola
A ricostruire i fatti di quella giornata è Matteo Rossino, responsabile provinciale del Comitato 10 Febbraio: «È il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola. La comunità italiana si trova insieme per una giornata di sport e festa, quando un’esplosione devastante spezza centinaia di vite: circa 100 morti, di cui un terzo bambini, e decine di feriti lacerati».
La denuncia dell’azione premeditata
Il rappresentante del comitato pone l’accento sulla natura dell’evento: «Un massacro che non fu un tragico incidente, ma una ferocissima azione premeditata. Le mine sull’arenile erano state disinnescate e certificate come sicure. Solo mani esperte e qualificate avrebbero potuto riattivarle. Vergarolla fu un attentato terrorista pianificato nei minimi dettagli per colpire gli italiani».
L’appello contro il muro dell’indifferenza
Infine, Rossino sottolinea l’importanza del ricordo e della memoria storica: «Come per tanto, troppo tempo è accaduto per il ricordo di Norma Cossetto, ancora oggi la strage di Vergarolla resta una pagina strappata dai libri di storia e sconosciuta ai più. Il Comitato 10 Febbraio è qui oggi, anche in pieno agosto, per deporre questo fiore e gridare a gran voce la verità. Non ci fermeremo finché non avremo rotto del tutto il muro dell’indifferenza, rendendo doverosa giustizia a quei martiri italiani».