No Tav, Polizia impedisce la manifestazione “Ferragosto ai Mulini” per motivi di ordine pubblico con una serie di misure preventive.
No Tav
Nella giornata di ieri, in Val di Susa, la Questura di Torino ha attuato un articolato piano di servizi preventivi e di ordine pubblico, recependo le linee guida stabilite in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito agli aderenti al Collettivo Giovani No Tav e ai militanti del centro sociale Askatasuna di avvicinarsi al cantiere dell’opera ad alta velocità di Chiomonte, sito che era già stato teatro di severi disordini lo scorso 25 luglio. L’intento dei manifestanti era quello di dar vita all’evento “Ferragosto ai Mulini”, promosso attraverso i canali web del Movimento ma mai preavvisato formale all’Autorità di Pubblica Sicurezza.
Le ordinanze dei giorni scorsi
In preparazione all’evento, nei giorni precedenti il Prefetto di Torino aveva firmato una serie di ordinanze interdittive. Le disposizioni prevedevano il divieto di accesso ai sentieri e alle aree prative dei Comuni di Chiomonte e Giaglione nei pressi della zona di interesse, il divieto di portare con sé oggetti volti al travisamento o potenzialmente impiegabili come armi improprie ed esplodenti, oltre allo stop agli spostamenti organizzati di gruppi nelle zone adiacenti a tutti i cantieri TAV.
Le operazioni
Durante la mattinata, i manifestanti si sono inizialmente concentrati presso il campo sportivo di Giaglione con l’obiettivo di muoversi verso il presidio dei Mulini. La traiettoria è stata tuttavia sbarrata dalla presenza dei reparti mobili e del personale della DIGOS, dislocati lungo la rete dei sentieri e a presidio dell’area adiacente al cantiere di interesse strategico nazionale. Preso atto dell’impossibilità di proseguire, i gruppi di attivisti hanno ripiegato verso altre destinazioni. Un secondo tentativo di mobilitazione ha interessato il presidio No Tav di Frazione Traduerivi di Susa, situato nelle vicinanze dell’omonimo sito lavorativo. Il rapido riposizionamento delle forze dell’ordine ha consentito di mettere in sicurezza l’area prima dell’avvio delle azioni programmate, vanificando anche questa seconda iniziativa.
Ultimo atto
Come ultima scelta, i partecipanti si sono diretti al presidio No Tav di San Giuliano, luogo dove si trova una struttura occupata dagli attivisti. La location, situata a distanza dai cantieri strategici, non rientrava perimetro delle aree soggette alle ordinanze del Prefetto. L’intera mobilitazione si è sciolta intorno alle ore 16 con il progressivo allontanamento di tutti i presenti. Le operazioni si sono concluse regolarmente senza il verificarsi di turbative o problematiche per l’ordine pubblico.