Il Piemonte conta attualmente 140 consultori familiari, pari a una struttura ogni 30.357 abitanti, un dato che, secondo la Regione, risulta migliore rispetto alla media nazionale. Lo ha dichiarato l’assessore regionale Gian Luca Vignale durante il Question Time in Consiglio regionale, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla consigliera Vittoria Nallo (Sue) sulla diffusione dei consultori nel territorio piemontese.
L’interrogazione in Consiglio
Nel suo intervento, Vittoria Nallo ha ricordato che il Decreto Legislativo 509/1995, convertito nella legge 34/1996, prevede un consultorio familiare ogni 20 mila abitanti.
La consigliera ha evidenziato come il report dell’Istituto Superiore di Sanità relativo al biennio 2018-2019 fotografasse una situazione diversa, con un consultorio ogni 36 mila abitanti in Piemonte, contro una media nazionale di uno ogni 32 mila.
Tra le criticità segnalate figura in particolare la situazione dell’Asl Città di Torino, dove, secondo Nallo, permane una carenza di strutture. La consigliera ha inoltre sottolineato che nella Casa di comunità di via Cigna 74, realizzata con le risorse del Pnrr, non è previsto un consultorio familiare.
Il ruolo dei consultori
Nallo ha richiamato anche l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 22 dicembre 2025 nell’ambito del Piano sociosanitario regionale, dedicato al benessere perinatale e al sostegno delle madri dopo il parto.
Il documento riconosce ai consultori un ruolo centrale nell’offerta di servizi di screening, supporto psicologico e assistenza alle famiglie, impegnando la Giunta a garantire una diffusione capillare di questi servizi su tutto il territorio regionale.
La risposta della Regione
L’assessore Gian Luca Vignale, riportando una nota dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha spiegato che la normativa distingue tra aree urbane e rurali.
Secondo il Progetto Obiettivo Materno Infantile, infatti, è auspicabile un consultorio ogni 10 mila abitanti nelle zone rurali e uno ogni 25 mila abitanti nelle aree urbane.
“In base a un’indagine ministeriale, in media in Italia è presente un consultorio familiare ogni 35 mila abitanti, mentre in Piemonte il dato è molto positivo rispetto alla media nazionale essendovi un consultorio ogni 30.357 abitanti”, ha spiegato Vignale.
Il piano per Torino
L’assessore ha inoltre illustrato le iniziative avviate dall’Asl Città di Torino per rafforzare la rete dei servizi territoriali.
Negli ultimi anni è stato avviato un processo di riorganizzazione logistica che punta a migliorare le sedi dei consultori e a integrarle progressivamente nelle nuove Case di comunità finanziate dal Pnrr.
L’obiettivo dichiarato dall’azienda sanitaria è garantire la presenza di almeno un consultorio familiare e uno pediatrico in ciascuna circoscrizione cittadina, assicurando un’assistenza diffusa e capillare.
Completamento con il Pnrr
Il nuovo assetto della rete territoriale sarà completato con la conclusione degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e con la progressiva attivazione di tutte le Case di comunità programmate sul territorio, rafforzando così l’offerta dei servizi consultoriali e sociosanitari destinati alle famiglie piemontesi.