Protezione civile, conclusa l’esercitazione Exe Po 2026

Protezione civile, conclusa l’esercitazione Exe Po 2026

Dal 25 al 27 giugno si è svolta l’esercitazione nazionale di protezione civile “Exe Po 2026”, un’importante attività che ha visto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ampiamente impegnato in tutto il territorio della regione Piemonte. Le simulazioni e la preparazione degli scenari operativi hanno preso il via già dal 24 giugno, coinvolgendo tutte le province piemontesi in manovre di mobilitazione per rischio alluvionale, pianificate dalla Colonna Mobile Regionale e coordinate dalla Cabina di Regia regionale in intesa con il Dipartimento della Protezione Civile.

I vertici sul campo e i principali scenari operativi

Le complesse attività addestrative sono state seguite da vicino dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte, Alessandro Paola, affiancato dal Dirigente del Soccorso Pubblico Alessandro Gabrielli e dai Comandanti Provinciali. I vertici hanno monitorato le operazioni sia attraverso la Sala Operativa della Direzione Regionale e le Sale Operative dei Comandi, sia direttamente sul campo nei principali scenari.

Tra le manovre principali si registrano l’allestimento del campo base dei Vigili del Fuoco a Susa, le operazioni del nucleo SAF con l’ausilio di elicottero e sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) a Casale Monferrato, e gli interventi di soccorso acquatico a San Germano Po e presso il Lago di Viverone. A queste si sono aggiunte le attività di ricognizione e caratterizzazione territoriale alla diga di Rochemolles, che hanno comportato l’attivazione del relativo piano di emergenza. Simulazioni specifiche per il rischio di piena hanno inoltre interessato i comuni di Trino e Casale Monferrato.

Coordinamento, scambio informativo e rilievo danni con schede AIDEI

Il Corpo Nazionale ha assicurato la propria presenza e una fondamentale funzione di collegamento all’interno della Sala Operativa Regionale e del Centro Operativo Avanzato (COA) della Regione Piemonte, quest’ultimo allestito presso il COM di Casale Monferrato. L’apporto dei Vigili del Fuoco è stato determinante per lo scambio di informazioni operative e per la perimetrazione delle “zone rosse” riservate ai soccorsi.

Nello stesso contesto esercitativo, è stata testata la ricognizione dei fabbricati attraverso l’utilizzo delle schede AIDEI (Agibilità e Danno nell’Emergenza Idrometeogeologica), uno strumento mirato al rilievo speditivo dei danni e alla valutazione dell’agibilità edilizia in seguito a eventi alluvionali e fenomeni di dissesto idrogeologico.

Le visite istituzionali alle aree di coordinamento

Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme all’Assessore alla Protezione Civile, Marco Gabusi, e al Direttore dell’Ufficio Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, Luigi D’Angelo, hanno effettuato una serie di visite nelle aree operative e di coordinamento. In queste sedi, dove hanno lavorato in modo congiunto tutte le componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile con un significativo apporto del volontariato organizzato, i rappresentanti istituzionali hanno incontrato il personale e visionato i mezzi e le dotazioni impiegate.

Un banco di prova per l’efficienza del sistema

L’evento ha rappresentato un fondamentale banco di prova per testare la risposta del sistema di protezione civile davanti a una vasta alluvione lungo il bacino del fiume Po. Gli scenari riprodotti hanno riguardato il soccorso alla popolazione, il salvataggio in ambiente fluviale, l’uso di mezzi specialistici e la sinergia tra strutture operative, operando in stretto raccordo con i Centri di Coordinamento dei Soccorsi (CCS) delle Prefetture e con i Centri Operativi Comunali (COC). L’esercitazione ha così permesso di verificare l’efficacia delle procedure, l’integrazione delle diverse componenti e la prontezza operativa in condizioni complesse.

Per quanto riguarda le risorse schierate, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha impiegato in Piemonte circa 100 unità operative e 30 automezzi al giorno. Le attività sono state supportate da mezzi aerei, tra cui elicotteri e sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, mantenendo un costante collegamento con il Centro Operativo Nazionale della Direzione Centrale per l’Emergenza e con le altre Direzioni Regionali contemporaneamente attive nei rispettivi scenari.

Dall’addestramento all’emergenza reale: il terremoto in Venezuela

A conferma dell’elevato livello di prontezza operativa, durante lo svolgimento dell’esercitazione i Vigili del Fuoco del Piemonte sono stati contestualmente chiamati a garantire una reale mobilitazione internazionale. Il personale è stato infatti impiegato nell’ambito del modulo USAR Light ITA-02 a causa del gravissimo terremoto verificatosi in Venezuela. Tale circostanza ha ulteriormente evidenziato la capacità del Corpo di assicurare simultaneamente l’impegno nelle attività addestrative sul territorio e la risposta tempestiva alle emergenze reali di carattere internazionale.